
ROMA (ITALPRESS) – Il regime degli ayatollah in Iran “non può contare nemmeno sui propri elementi per la repressione, li importa da altri Paesi. Sta per crollare. Questa è un’ultima spiaggia per loro”. Lo ha detto Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià iraniano, in un’intervista a Bruno Vespa a “Cinque minuti” su Raiuno. “C’è una ragione per cui il regime ha tagliato qualsiasi tipo di comunicazione diretta dall’interno al mondo esterno – ha spiegato -. È in questo blackout che stanno continuando ad ammazzare la gente. Le informazioni che siamo stati in grado di ottenere dal blackout in poi dimostrano che non soltanto massacrano brutalmente le persone, ma si recano addirittura negli ospedali e nelle prigioni e sparano per uccidere i feriti sotto l’ordine diretto di Khamenei. Non lasciano nessuno vivo. Questa è la portata dell’atrocità e del modo selvaggio di operare di questo regime. Il bilancio delle vittime sappiamo che è molto alto, almeno 20 mila persone sono morte nelle ultime due settimane, ma continuano a torturare, continuano con la loro violenza e qualunque cosa dicano sono totali menzogne al mondo esterno”.
“Mi sono offerto di guidare una transizione. È una risposta ai miei patrioti, che chiedono il mio ritorno. Mi assumo questa responsabilità con il cuore, abbiamo un piano per gestire questa transizione. La stiamo pianificando per evitare gli sbagli che possono consentire ad altri paesi quello che è successo in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein”, ha proseguito. “Il nostro obiettivo è quello di avere un secondo governo democratico in futuro – ha aggiunto Pahlavi -. Quale sarà sua la sua forma finale, dipenderà dalla gente, che lo deciderà in un referendum e con le elezioni libere. Il progetto che abbiamo in mente, naturalmente, è quello che creerà questa opportunità”.
– foto IPA Agency –
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