ROMA (ITALPRESS) – “L’Inps possiede ancora un consistente patrimonio immobiliare suddiviso in due categorie principali: il patrimonio strumentale utilizzato per finalità istituzionali e l’erogazione dei servizi, e il patrimonio da reddito destinato alla valorizzazione economica”, che “si è costituito tramite acquisizioni dirette, donazioni, lasciti e incorporazioni di enti previdenziali soppressi. L’istituto, inoltre, detiene quote di fondi di investimento immobiliare gestiti da diverse SGR o di diretta sottoscrizione o derivanti dal patrimonio di enti progressivamente incorporati”. Così il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, durante un’audizione in Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, in merito all’indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici previdenziali.
“Gli immobili strumentali ospitano le sedi istituzionali dell’Inps, distribuite su tutto il territorio nazionale, secondo criteri di prossimità all’utenza e ottimizzazione degli spazi: l’Istituto è presente in 614 strutture, di cui 199 di proprietà e 415 in godimento a vario titolo. Il valore del bilancio netto degli immobili strumentali al 31 dicembre 2024 è di circa 372 milioni, cui si aggiungono circa 18 milioni per strutture sociali ex Inpdap, per un totale netto di circa 390 milioni. Nel 2024 sono stati consuntivati circa 55 milioni per interventi manutentivi, di riqualificazione o riconversione funzionale degli immobili strumentali”, ricorda. “Una parte degli immobili strumentali non è di proprietà dell’Inps, ma è utilizzata in locazione passiva con 415 strutture in godimento e un onere locativo lordo annuo di circa 48 milioni”, aggiunge Fava. Inoltre “l’Inps ricerca immobili da assumere in locazione, mediante pubblicazione di appositi avvisi di ricerca di mercato, solo dopo aver accertato l’insussistenza di immobili idonei già di proprietà, dando priorità a offerte di enti pubblici”.
Per questo motivo, “l’Istituto, negli anni, ha investito risorse e impegno in un percorso di razionalizzazione logistica che ha permesso di diminuire nel tempo le spese per canoni di locazione passiva, con una riduzione del 36% nel triennio 2021-2024”, sottolinea il presidente. “L’acquisto di immobili destinati a sedi istituzionali in sostituzione di spazi condotti in locazione mira a contenere la spesa pubblica e si basa su linee guida e regolamenti interni che prevedono piani operativi e procedure di investimento e disinvestimento. Dal 2021 al 2024 sono stati acquistati immobili per un totale di circa 128,6 milioni tramite avvisi di ricerca di mercato. Per il triennio 2026-2028 è previsto un volume di acquisti per circa 220 milioni, con 80 milioni previsti per il 2026 e per il 2027 e 60 milioni per il 2028”.
Il patrimonio immobiliare da reddito è costituito “da oltre 23 mila unità immobiliari, aventi diverse destinazioni, residenziale, commerciale, uffici, box e terreni, distribuite sul territorio nazionale, con elevata concentrazione nel Lazio (55,77%) e Lombardia (13,56%). La maggior parte degli immobili da reddito, circa il 70%, proviene dalla retrocessione di immobili invenduti nelle operazioni di cartonizzazione, mentre le restanti sono costituite da unità non cartonizzate. Il valore netto di bilancio del patrimonio da reddito al 31 dicembre 2024 è di circa 1,125 miliardi. Le unità immobiliari sono costituite per il 49% da unità secondarie, principalmente magazzini. Per quanto attiene il profilo dell’utilizzazione del patrimonio, il 55% del patrimonio da reddito, principalmente rappresentato come detto da unità secondarie, risulta libero, mentre il restante è occupato a vario titolo.
Il reddito operativo lordo del patrimonio da reddito “è aumentato da 54,5 milioni nel 2022 a 66 milioni nel 2024, con il reddito operativo netto che è passato da 10,1 a 20,5 milioni nello stesso periodo”. Tuttavia, “il rendimento finanziario risulta negativo, tenuto conto delle componenti finanziarie gestionali e delle imposte di legge”. Infine, “l’Istituto detiene partecipazioni in vario in vari fondi di investimenti immobiliari, alcuni acquisiti da enti incorporati e altri sottoscritti direttamente: al 31 dicembre 2024 il valore complessivo di bilancio delle quote detenute è di circa 2 miliardi”, conclude.
FAVA “OCCUPATE 1.913 UNITÀ IMMOBILIARI DA REDDITO, 790 ABUSIVE”
“Al 31 dicembre 2024 risultano occupate senza titolo da soggetti identificati, 1.913 unità immobiliari da reddito, mentre 790 sono quelle occupate abusivamente da soggetti non noti nei confronti dei quali sono state sporte denunce all’autorità giudiziaria. Per gli occupati senza titolo, che soddisfano specifici requisiti cosiddetti ‘sanabili’, la normativa prevede la possibilità di vendita con lo scopo di accelerare il processo di dismissione del patrimonio immobiliare da reddito, mentre gli altri occupati sono oggetto di azioni di tutela legale. Il numero di occupati abusivi sanabili e non sanabili è monitorato semestralmente”, sottolinea Fava.
L’Inps “ha attuazioni stragiudiziali e giudiziali per il recupero delle morosità e il contrasto delle occupazioni abusive, con denunce penali, cause civili, volte al rilascio degli immobili e al pagamento dell’indennità di occupazione dovute a titolo risarcitorio. Sono inoltre adottate misure di sicurezza per prevenire e dissuadere nuove occupazioni”, spiega Fava.
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