Malta, Abela “Nessuna donna finirà in carcere per aborto”

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il primo ministro Robert Abela ha dichiarato che nessuna donna finirà in prigione per aborto finché resterà in carica, impegnandosi a utilizzare la propria prerogativa costituzionale per evitare pene detentive. Abela ha affermato di non ritenere giusto incarcerare le donne per aver interrotto una gravidanza, pur ribadendo che l’aborto resta illegale a Malta. “Se a una donna venisse inflitta una pena detentiva, mi sentirei a mio agio nell’esercitare la mia prerogativa per chiedere al Consiglio dei ministri di riconsiderare la sentenza”, ha detto Abela, aggiungendo che preferirebbe una sospensione condizionale della pena piuttosto che il carcere. In base alla Costituzione, il Presidente di Malta, su consiglio del Consiglio dei ministri, può sostituire una pena inflitta dal tribunale con una forma di punizione meno severa. L’impegno di Abela, tuttavia, resta di natura personale e non modifica le rigide leggi maltesi sull’aborto, in base alle quali donne e medici possono ancora essere condannati al carcere. Il premier ha confermato che l’aborto non sarà incluso nel prossimo manifesto elettorale del Partito Laburista, escludendo così la ricerca di un mandato popolare per una riforma. Secondo Abela, le posizioni sull’argomento stanno cambiando, soprattutto dopo i recenti procedimenti giudiziari che hanno coinvolto donne incriminate per aborto.

Nel luglio 2025, una donna che aveva acquistato pillole abortive online è stata condannata a 22 mesi di carcere con la pena sospesa per due anni. Nel 2023, un’altra donna ha ottenuto una sospensione condizionale dopo aver effettuato un aborto medico a casa. Abela ha sottolineato che il vero banco di prova arriverebbe qualora una donna venisse condannata a una pena detentiva effettiva, definendo tale eventualità inaccettabile. A Malta l’aborto è consentito solo quando la vita della donna è in pericolo e previa approvazione di tre specialisti, rendendo la normativa la seconda più restrittiva d’Europa. Sebbene tra il 2023 e il 2025 siano stati effettuati legalmente solo cinque aborti, si ritiene che ogni anno centinaia di donne ricorrano all’autosomministrazione di pillole abortive, spesso in segretezza e nel timore di procedimenti penali.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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