MILANO (ITALPRESS) – Accesso alla casa, disagio abitativo, ruolo delle istituzioni e responsabilità del mercato. Questi i temi affrontati durante il panel “Politiche dell’abitare e disagio abitativo: priorità per un’Italia che cambia“, durante il RE Italy Winter Forum a Milano, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al futuro del settore immobiliare, delle città e delle politiche per la casa. Fabrizio Segalerba, presidente nazionale Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari), ha sottolineato la necessità di incentivi fiscali e certezza del diritto dell’immobile allo scopo di favorire gli affitti lunghi. L’emergenza abitativa, “che soprattutto concerne il comparto della locazione, occorre pensare a degli incentivi fiscali per coloro che mettono in affitto il loro immobile per periodi lunghi perché oggi il problema non è la locazione breve, oggi la criticità è rappresentata dalle locazioni di lungo periodo. Inoltre, occorre che ci sia la certezza del diritto alla casa per i proprietari, cosa che oggi manca”.
Secondo Segalerba, “un proprietario ha necessità di sapere con quale scadenza rientrerà in possesso del proprio immobile se ci sono delle situazioni di morosità, fatto salvo la morosità incolpevole. Occorre un ammortizzatore sociale. Il proprietario di casa può farsi carico di un problema sociale come la morosità, continuando a pagare le imposte su quel canone di locazione che non è percepito, a pagare l’Imu, i lavori straordinari e tutto il resto. Noi chiediamo come Federazione che il contratto di locazione diventi titolo esecutivo”. Inoltre, il presidente nazionale Fiaip ha evidenziato come “in questo momento storico, un Piano casa non può non prevedere una fotografia dello stock immobiliare del nostro Paese. Noi oggi abbiamo nove milioni di case a disposizione, di queste circa quattro milioni e mezzo sono in locazione. Ma dobbiamo anche considerare che nella quota delle case a disposizione non affittate ci sono le seconde case. Noi non abbiamo la disaggregazione di questo dato e dobbiamo considerare che una parte di questi alloggi sono arrivate alla fine del loro ciclo di vita, non hanno più un mercato: costerebbe più ristrutturarli che demolirli e ricostruirli”. Durante il dibattito è intervenuto con un video messaggio anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi. “Il governo ha annunciato un Piano casa per costruire 100mila nuovi alloggi in edilizia convenzionata e agevolata. Ma, secondo Noi Moderati, il primo tema da affrontare – e su questo ci siamo impegnati tantissimo – è come nelle grandi aree metropolitane si debba dare una risposta immediata mettendo a disposizione case in affitto. E qui la collaborazione pubblico privato è fondamentale – ha sottolineato – . Noi Moderati sostiene da tempo che bisogna usare la leva fiscale come agevolazione per incentivare la messa a disposizione di quasi 10 milioni di alloggi che oggi in Italia sono vuoti. La nostra proposta è che chiunque metta la propria casa in affitto a lungo termine abbia un’agevolazione fiscale molto elevata. Oggi la cedolare secca è al 21%, noi abbiamo proposto di portarla al 15%”. Come Segalerba, anche Lupi ha sostenuto la necessità di “dare certezza ai proprietari di casa di poter ritornare in possesso della loro abitazione, perché se questo non accade vuol dire che qualcosa si è rotto nel rapporto tra domanda e offerta. Noi Moderati propone di rendere il contratto d’affitto titolo esecutivo come accade in altri in altri Paesi, in Europa come in America”.
Secondo Piero Petrucco, vicepresidente nazionale Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), per contrastare l’emergenza abitativa e attuare il Piano casa da 100mila nuovi alloggi annunciato dal governo servono regole urbanistiche chiare e incentivi fiscali per gli operatori privati. “Accogliamo molto favorevolmente l’annuncio del governo sul Piano casa, anche perché la crisi abitativa ormai è diventata un problema davvero rilevante. Noi come sistema delle costruzioni siamo pronti – è intervenuto – . Riteniamo che la scelta di fare una cabina di regia sia importante per una forte azione di coordinamento, un problema del genere può essere affrontato solo mettendo insieme più tasselli. Uno è quello normativo dal punto di vista urbanistico, uno è quello del reperimento delle risorse e l’altro è sicuramente quello delle imprese”. L’aspetto normativo “è assolutamente fondamentale, senza delle regole chiare gli operatori privati non possono agire in un quadro di certezza”. “Riteniamo anche che una politica di incentivazione fiscale adeguata possa molto aiutare lo sviluppo di queste progettualità che necessitano sicuramente dell’apporto dei fondi e delle risorse private – ha proseguito Petrucco – . È impensabile agire senza un coinvolgimento sostanziale di risorse private. Il sistema delle imprese è pronto ad affrontare questa grande sfida che se vinta può dare un contributo importante anche alla crescita economica del Paese”. Secondo Marco Buttieri, presidente di Federcasa, realtà che riunisce 85 enti che costruiscono e gestiscono alloggi di edilizia residenziale pubblica in tutta Italia, per contrastare l’emergenza abitativa, “sicuramente un elemento fondamentale è quello della riorganizzazione delle normative per dare alle aziende maggior potere e maggiore capacità di gestione. In secondo luogo, serve un finanziamento pubblico strutturale per le manutenzioni e per il recupero degli alloggi sfitti che nella provincia di Milano sono più di 8mila”. “L’impegno del Comune di Milano continua a essere costante e puntuale rispetto a un tema molto articolato e complesso come quello dell’emergenza abitativa – è intervenuto Federico Bottelli, presidente della Commissione Casa del Comune di Milano – . Il piano straordinario per la casa accessibile di Palazzo Marino dà una risposta a quel ceto medio che non riesce a vedersi garantito il diritto di vivere in questa città e che rischia l’espulsione. È stata bandita la prima gara sulla prima area ed entro il mese le successive. Questo ci permette di andare a costruire ma andando anche a intervenire sul patrimonio della casa pubblica. In questi anni sono state investite ingenti risorse per riqualificare il patrimonio delle case popolari del Comune e nei prossimi due anni arriveremo ad azzerare il numero di alloggi vuoti”.
– foto xm4/Italpress –
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