Volata vincente, Van Aert fa sua la Milano-Sanremo

Epernay (Francia) 08/07/2019 - Tour de France / foto Panoramic/Insidefoto/Image Sportnella foto: Wout Van Aert-Greg Van Avermaet ONLY ITALY

Come Julian Alaphilippe un anno fa, Strade Bianche e poi la Milano-Sanremo. Sul ciclismo post-Covid c’è il segno indelebile di Wout Van Aert, che a una settimana dal trionfo di Piazza del Campo concede il bis sul traguardo di via Roma aggiudicandosi la prima classica-monumento della stagione, giunta all’edizione numero 111. Una Milano-Sanremo inedita, per percorso e data, con oltre 300 chilometri disputati in un caldo sabato d’agosto. Il 25enne belga della Jumbo-Visma nega la doppietta ad Alaphilippe, bravo a recuperare dopo un contrattempo tecnico poco prima della Cipressa e che, come nel 2019, aveva provato a fare selezione sul Poggio. Van Aert, però, gli resta incollato e mentre dietro il gruppo prova invano a riprenderli, negli ultimi metri piazza la zampata vincente, costringendo il francese della Deceuninck-Quickstep ad accontentarsi della piazza d’onore con Michael Matthews a completare il podio davanti a Peter Sagan e Giacomo Nizzolo, quinto e primo degli italiani. “Non riesco a crederci, adesso posso anche ritirarmi”, scherza all’arrivo Van Aert, che ringrazia i compagni di squadra e confessa: “Sul Poggio ero al limite, Alaphilippe è partito presto, ho fatto fatica a inseguirlo ma poi in discesa sono riuscito a riprenderlo, ho tenuto la posizione e alla fine ho attaccato”. Nella sua edizione più lunga di sempre, la corsa si anima già nei primi chilometri, con un drappello di sette corridori – Tonelli, Mazzucco, Boaro, Bais, Cima e Frapporti oltre a Carretero della Movistar – che va in fuga. Un tentativo che, dopo aver raggiunto un picco massimo di oltre sei minuti di vantaggio, si esaurisce a circa 35 di chilometri dal traguardo, poco prima della Cipressa. Dove il gruppo, privo di Trentin costretto al ritiro dopo una caduta e con Alaphilippe in rimonta dopo un problema meccanico, inizia ad assistere a una serie di attacchi. Vliegen, Mosca, Ciccone sono fra i primi a provarci ma senza fortuna mentre qualche velocista come Ewan e Gaviria va in difficoltà. Anche l’allungo in discesa di Oss non ha fortuna ed è sul Poggio che si decide la Classicissima. Ad aprire i giochi è Nibali ma è Alaphilippe a sparigliare davvero le carte a quasi cinque chilometri dalla fine. L’unico che riesce a stargli a ruota è Van Aert, l’Astana si mette in testa al gruppo per provare a ricucire lo strappo ma è ormai troppo tardi, nello sprint a due ne ha di più il belga: il nome che viene iscritto sull’albo d’oro è il suo.
(ITALPRESS).

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