BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – I vertici militari della NATO hanno ribadito compattezza, prontezza operativa e coesione strategica nel corso della 194 sessione del Comitato Militare in formato Capi di Stato Maggiore della Difesa, svoltasi il 21 e 22 gennaio 2026 presso il quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles, in un contesto politico caratterizzato da crescente attenzione pubblica sulle tensioni legate alla Groenlandia e alla sicurezza dell’Artico. Alla riunione hanno preso parte l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della NATO, i 32 Capi di Stato Maggiore dei Paesi alleati e i due Comandanti Strategici, il generale Alexus Grynkewich, Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), e l’ammiraglio Pierre Vandier, Supreme Allied Commander Transformation. Nel corso dei lavori, i leader militari hanno affrontato le principali sfide e opportunità dell’attuale scenario di sicurezza globale, chiarendo che le discussioni sulla Groenlandia restano a uno stadio politico preliminare e che l’Alleanza non ha ricevuto alcuna direttiva formale per avviare una pianificazione militare specifica, pur rimanendo pronta ad agire qualora giungessero indicazioni chiare a livello politico.
L’ammiraglio Cavo Dragone ha sintetizzato l’esito delle due giornate evidenziando tre messaggi chiave: l’Alleanza è unita, nonostante confronti anche serrati, con una convergenza netta sulle minacce militari e sulla direzione strategica da intraprendere; è resiliente, capace di assorbire shock e apprendere rapidamente in un contesto sempre più esigente; ed è dinamica, non statica, impegnata in un continuo adattamento per assolvere efficacemente ai propri compiti fondamentali di deterrenza e difesa collettiva. Nel dibattito, l’Artico ha occupato una posizione di rilievo, riflettendo la sua crescente importanza strategica legata ai cambiamenti climatici, all’apertura di nuove rotte marittime e all’aumento dell’attività militare nella regione. Il generale Grynkewich ha confermato che, pur in assenza di una missione artica dedicata, la NATO sta valutando come rispondere a eventuali futuri incarichi, anche alla luce delle recenti riorganizzazioni dei comandi che attribuiscono al Joint Force Command Norfolk la responsabilità per l’area nordica e artica, e della pianificazione di esercitazioni nei prossimi mesi in stretto coordinamento con il NORAD. Particolare preoccupazione è stata espressa per la crescente cooperazione tra Russia e Cina nell’Artico, testimoniata da pattugliamenti marittimi congiunti e voli coordinati di bombardieri a lungo raggio, che rafforzano la necessità di investimenti strutturali in sorveglianza, sistemi sensoristici ed early warning, piuttosto che in schieramenti reattivi di breve durata.
I comandanti hanno inoltre sottolineato che l’attenzione verso il Grande Nord non distoglie risorse e priorità da altri teatri, confermando il continuo rafforzamento della postura di deterrenza sul fianco orientale dell’Alleanza, con forze multinazionali schierate in Romania e Bulgaria, il potenziamento delle difese aeree e missilistiche e lo sviluppo di capacità di contrasto ai droni. Nel suo intervento conclusivo, l’ammiraglio Cavo Dragone ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai cittadini dei Paesi alleati, sottolineando che la sicurezza non è esclusiva responsabilità dei governi o delle forze armate, ma coinvolge l’intera società: famiglie, comunità e luoghi di lavoro, richiedendo non solo sostegno politico ma un impegno reale e condiviso da parte di oltre un miliardo di persone che la NATO è chiamata a proteggere, in un quadro di difesa a 360 gradi che integra Artico, fianco orientale e stabilità globale senza perdere coerenza strategica.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









