TORNARE A GIOCARE SIGNIFICA RIVIVERE

Sono un lavoratore sollevato. Non dall’incarico. Nello spirito. Hanno deciso una data per l’inizio del campionato di Serie A, sabato 13 giugno. Hanno deciso che potro’ tornare a lavorare. Finalmente. Sono soddisfatto “quasi” come il mio barbiere che tornera’ a lavorare lunedi’. Il primo santo lunedi’ della sua vita, immagino: il Coronavirus ha fatto anche questo. Sono soddisfatto – dicevo – moderatamente. Perche’ nel Regno del Forse non si sa mai. Coi tempi che corrono mi hanno consigliato una diversa antica formula: “Chi vivra’ vedra’”. Per lunghe settimane ho temuto di restare senza il compagno di una vita, il foglio sportivo (ne ho frequentati tre su quattro, mi manca il “Tuttosport”) cui sono legato perche’ li’ ho cresciuto tanti…figli, dal 1975 a ierlaltro. Ci si puo’ affezionare al proprio mestiere, al pezzo di terra da coltivare, alla pagina da riempire di notizie e opinioni ogni giorno. Dunque non ero tanto preoccupato per me – io scrivo soltanto – ma per le centinaia di lavoratori – giornalisti compresi – che mandano in edicola i quotidiani sportivi: la “Gazzetta” dal 1896, il “Corriere dello Sport” dal 1924, “Tuttosport” e “Stadio” dal 1945. Nei giorni scorsi avevo lanciato un appello, avevo visto i dati di vendita di quei giornali. Dimezzati. Dopo che gli anni avevano gia’ fatto danni enormi su tutti i quotidiani, giganti compresi, mantenendo piuttosto in vita quelli locali, come sono andato predicando da tanto tempo; da quando il Glocale ha prevalso sul Globale. Gli scienziati in ritardo l’hanno scoperto da tre mesi, da quando il piu’ grande evento globale ha fatto migliaia di vittime proprio dove il Globalismo ha ottenuto il maggior successo, nelle Capitali: New York, Londra, Madrid, Milano…
Questo vuol dire tornare a giocare a pallone. Rivivere. Senza tante storie. Con un comunicato semplice e intellegibile, cosi’ diverso – per forma e sostanza – dai decretini quotidiani del Palazzo. L’Assemblea della Lega di Serie A, per quanto riguarda la ripresa dell’attivita’, ha indicato “in ossequio alle decisioni del Governo e in conformita’ ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato”. Ossequio a parte, fa effetto la coincidenza con il parere espresso dal ministro Spadafora alla Camera dei Deputati:”Ho ricevuto una lettera del Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, in cui ha reso noto che la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico-Scientifico, riadattando il protocollo e consentendo senza altre difficolta’ di riprendere gli allenamenti a squadra dal 18 maggio”. Leggeremo i dettagli. Nel frattempo segnalo l’opera dei pragmatici e scrupolosi dirigenti tedeschi, i primi che hanno detto si’ alla ripresa del campionato: “La Lega calcio tedesca ha stilato 35 pagine di norme che regoleranno tutto: dall’arrivo allo stadio che i giocatori di casa dovranno effettuare con i mezzi privati fino alle conferenze stampa post-partita, che si terranno online. Nell’impianto non piu’ di 300 persone e sugli spalti sara’ possibile mettere delle sagome di cartone al posto dei tifosi”. Cartone. Questo mi sta bene. Manca un dettaglio: chi segnera’ il primo gol?