Todde all’inaugurazione dell’anno accademico di Sassari: “Studiare è un atto di libertà”

SASSARI (ITALPRESS) – La presidente della Regione, Alessandra Todde, è intervenuta all’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università degli Studi di Sassari che si è svolto al Teatro Verdi, nel capoluogo turritano. Dopo il tradizionale ingresso del corteo accademico sulle note dell’inno universitario “Gaudeamus igitur”, la presidente ha portato i saluti della Regione Sardegna al magnifico rettore dell’Ateneo turritano, Gavino Mariotti, al vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, alle autorità accademiche, ai rappresentanti delle istituzioni, ai docenti, al personale tecnico-amministrativo, alle studentesse e agli studenti.

“È per me un onore profondo essere oggi qui, in questa sede carica di storia e di significato, per l’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università degli Studi di Sassari – ha esordito la presidente – un anniversario che non è soltanto una ricorrenza formale, ma il segno tangibile di una continuità lunga secoli, di una istituzione che ha attraversato epoche, trasformazioni politiche, sociali ed economiche senza mai perdere la propria funzione essenziale di presidio di conoscenza, di pensiero critico e di formazione civile. Parlare dell’Università di Sassari significa parlare della storia della Sardegna e del nostro Paese e riconoscere il ruolo che questo Ateneo ha avuto nella costruzione delle classi dirigenti, nella crescita culturale dell’Isola”.

Nel suo discorso, la presidente ha menzionato grandi nomi della politica e della cultura sarda, che proprio nell’Università turritana si sono formati: “Da queste aule sono passate figure che hanno segnato in modo indelebile la vita democratica e istituzionale dell’Italia: Antonio Segni e Francesco Cossiga, Presidenti della Repubblica in stagioni diverse della nostra storia, ed Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, figure che rappresentano percorsi differenti, ma che condividono una radice comune, una formazione che ha insegnato il rigore dello studio, l’autonomia del pensiero, il rispetto delle istituzioni e il valore della responsabilità pubblica”.

“L’Università di Sassari è stata anche un punto di riferimento fondamentale per la cultura giuridica, storica, filosofica e letteraria della Sardegna” ha proseguito Todde. “Qui hanno insegnato intellettuali come Salvatore Satta, Antonio Pigliaru, Manlio Brigaglia; qui si è laureata Adelasia Cocco, prima donna medico condotto in Italia; qui ha insegnato Enrico Besta, che a soli ventiquattro anni vinse la cattedra di Storia del diritto. Nomi che non rappresentano il passato ma sono una eredità viva, una responsabilità che interpella il presente”.

“La Sardegna ha bisogno di università forti, autonomi, capaci di attrarre talenti e di offrire opportunità reali a chi sceglie di formarsi qui, che dialoghi con i territori, con i sistemi produttivi, con le amministrazioni pubbliche ma anche con le fragilità sociali, con le disuguaglianze che ancora attraversano la nostra Isola”.

La presidente Todde ha poi sottolineato il ruolo dell’istituzione che rappresenta nel potenziare la formazione accademica: “La nostra isola è protagonista di grandi sfide come l’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali, per il quale la miniera di Sos Enattos, a Lula è candidata a livello internazionale, che rappresenta bene l’idea di università che vogliamo sostenere. Come Regione Sardegna abbiamo varato la manovra finanziaria 2026-2028, una scelta di responsabilità, in cui scuola, università e diritto allo studio sono un asse strategico. Il fondo per il funzionamento delle università è pari a 43,5 milioni di euro annui, a cui si affiancano misure per il diritto allo studio, borse, servizi, sostegni pensati per ridurre le disuguaglianze e garantire il merito. Non sono numeri astratti ma investono sulle persone, sulle competenze, sulla possibilità per ciascuno di costruire il proprio futuro e su cui l’Ateneo di Sassari è protagonista in molti ambiti decisivi per lo sviluppo dell’Isola”.

La presidente si è rivolta alle studentesse e agli studenti: “Studiare oggi non è semplice: richiede impegno, costanza, spesso sacrifici personali e familiari ma studiare resta un atto di libertà – ha sottolineato la presidente – perché amplia gli orizzonti, offre strumenti per scegliere e non solo per adattarsi”.

“Alle docenti e ai docenti e al personale tecnico-amministrativo – ha concluso Todde – va il mio ringraziamento sincero per il lavoro quotidiano che tiene in piedi questa comunità accademica. Auguro a tutte e a tutti un buon anno accademico, certa che l’Università di Sassari continuerà a essere uno dei luoghi fondamentali in cui si costruisce il futuro della Sardegna”.

-Foto Regione Sardegna-
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]