Sport e fede sempre più legati, Athletica Vaticana membro Uci

ROMA (ITALPRESS) – Athletica Vaticana nell’Unione ciclistica internazionale (Uci). L’importante riconoscimento, arrivato nel settembre scorso a Leuven, in Belgio, in occasione del 190esimo congresso Uci, è stato consegnato oggi ufficialmente presso la sede del Pontificio Consiglio della Cultura. Athletica Vaticana diventa, così, il 200esimo membro ufficiale Uci, in occasione dei 100 anni attività dell’Unione Ciclistica Internazionale. Un momento importante per una polisportiva giovane ma che guarda lontano. “Siamo fieri di questo momento, che testimonia l’importanza della relazione forte, storica, tra il mondo del ciclismo e il Vaticano”, ha evidenziato il presidente dell’Uci David Lappartient nel corso della cerimonia. “Una giornata importante perchè il nostro dicastero ha una relazione privilegiata con lo sport, inteso soprattutto come linguaggio universale tra i popoli”, ha sottolineato il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. “La bicicletta è il primo strumento moderno di prassi pastorale. Una visione incarnata da Don Camillo, e in Italia soprattutto Don Matteo”, ha ricordato poi Ravasi. Un traguardo importante per Athletica Vaticana, che “è solo la prima ma sono sicuro che ce ne saranno altre. Il nostro sogno è che un giorno lo sport vaticano venga riconosciuto anche dal Cio”, ha detto Ivo Ferriani, membro esecutivo del Cio in un videomessaggio. Un “grande salto per una disciplina che, anche per il movimento paralimpico, ha una grande tradizione. Un altro passo per lo sport come strumento di inclusione”, ha scritto in un messaggio il numero uno del Cip Luca Pancalli. A rappresentare il Coni alla cerimonia Norma Gimondi, figlia di Felice Gimondi, che ha evidenziato: “La religione ha sempre fatto parte della vita di mio padre, ed è un’emozione essere qui. Lui ha sempre detto che la partenza del Giro d’Italia del 1974 da Roma fu la più bella, e mi auguro che presto ci possa essere una nuova partenza da qui”. Molto emozionata anche Gioia Bartali, nipote di Gino Bartali che ha ricordato: “Sicuramente questo progetto è molto vicino a mio nonno, che diceva sempre che lo sport se non è solidarietà e scuola di vita non serve a niente”. Sport e fede, dunque, per trasmettere valori importanti. “La bicicletta è importante per la vita della Chiesa, ma quello che fanno gli atleti di Athletica Vaticana è non solo un’attività sportiva vera, concreta, reale ma dà un valore aggiunto, una dimensione evangelica di testimonianza ed educazione ai valori dello sport”, ha sottolineato Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute. “L’oratorio è il luogo principale per avvicinare i ragazzi allo sport, perchè ci sono spazi grandi disponibili, soprattutto per uno sport come il nostro”, ha aggiunto il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni. Concetto evidenziato anche da Monsignor Melchor Sanchez: “In Italia bisogna recuperare il ruolo fondamentale degli oratori, unico posto al mondo dove questa parola significa campo di calcio e non luogo di preghiera. Lo trovo geniale, modello da esportare. Da oggi questo riconoscimento possiamo essere presenti all’esterno in maniera umile, discreta ma reale”. Athletica Vaticana, dunque, è pronta a “entrare in punta di piedi nel mondo del ciclismo”, ha detto il presidente della polisportiva Giampaolo Mattei, ricordando in conclusione le parole di Giovanni Paolo I: “Se tutto lo sport è umano il ciclismo è umanissimo”.
(ITALPRESS).