Serie A tra virus e diffidenza, tutti pensano male di tutti

“Anno bisesto, anno molesto”. C’e’ chi parla di campionato falsato, mentre i vecchi detti stanno emergendo in queste brutte giornate, come i timori della gente e le battutacce sul “vibrione” milanese. E’ un momento difficile per tutti e si stenta a “far squadra”. Tutti pensano male di tutti. La verita’ e’ che la natura si sta ribellando e, calcisticamente parlando, il calendario lo sta facendo con chi lo ha voluto pieno come un uovo. E comunque, spingi di qua e rinvia di la’, le partite verranno recuperate il 13 maggio, compreso lo scontro Juventus-Inter che potrebbe essere la partita decisiva per lo scudetto, cosi’ come il mesto addio delle squadre “favorite”, che potrebbero essere gia’ staccate dalla Lazio. I biancocelesti hanno gia’ conquistato la vetta della classifica, sia pure nel silenzio forzato delle antagoniste. Ora ci si chiede se far vedere al mondo il “derby d’Italia” a porte chiuse sarebbe stato uno spettacolo osceno e di cattiva propaganda per il calcio italiano all’estero, oppure la conferma che, nonostante tutto, da noi si e’ andati avanti imperterriti, alla faccia del virus. Difficile dirlo.
In passato il campionato si era fermato per la morte di qualche importante personaggio (Papa Giovanni Paolo II o Davide Astori, l’ultimo giocatore scomparso), ma anche per fatti orribili come l’omicidio Spagnolo a Genova o quello dell’ispettore Raciti a Catania. Noi crediamo che questi fatti dovrebbero indurre il nostro mondo pallonaro a qualche riflessione sui campionati troppo affollati e sulla possibilita’ di liberare delle date con una serie A a 18 squadre. Una pausa di riflessione per tutti, quindi, su quello che e’ successo e cio’ che potrebbe succedere. Invece sta acuendo le polemiche e mettendo in evidenza le divisioni. Noi siamo del parere che questo momento ha sancito la tangibilita’ del mondo del pallone, che una volta era diventato intoccabile a causa degli interessi che muoveva e del prestigio che aveva e ne giustificava l’indipendenza. Molti hanno cercato di mettere becco nelle cose del pallone, per ragioni politiche, in passato. Ora grande potere hanno acquisito le televisioni esclusiviste e tutto il mondo economico che gira attorno agli sponsor ecc. Porte chiuse, biglietti da rimborsare, querelle di varia natura, interessi di bottega, recuperi non fissati, partite di Coppa Italia da giocare nell’immediato (dove, a porte chiuse o aperte ?). Questi sono tutti aspetti poco esaltanti di questo difficile momento.
C’e’ da dire che ognuno ha le proprie ragioni per agire verso una direzione o l’altra. E ci saranno sempre quelli che ci vedranno la malizia e i favoritismi. Questa sottile diffidenza che e’ sempre presente nel mondo del calcio e’ la cosa peggiore di questo che sembra a volte non essere piu’ un gioco, ma un affare dove gli interessi rischiano di contare piu’ di tutto. Anche piu’ del Coronavirus.
(ITALPRESS).