Sanità, Todde “I sardi chiederanno conto a tutta la politica, non è un problema di casacche”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “I sardi guardano tutti noi. I cittadini chiedono conto a tutta la politica quando le cose non funzionano. In questa Finanziaria si stanziano 100 milioni di euro che andranno ad alimentare il fondo sanitario regionale per ottemperare alle richieste nazionali. Sulla pianificazione di quel fondo occorrerà confrontarsi. Sulla visione complessiva sono a disposizione di tutti. Sono pronta a confrontarmi con i direttori generali. Non è un problema di casacca. Quello che importa è ciò che si vuole fare”. Lo ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenuta in consiglio regionale in veste di assessora ad interim per discutere del capitolo della Finanziaria dedicato alla Sanità.

Dai consiglieri di minoranza sono arrivati attacchi durissimi alla sua gestione e Todde ha replicato. “Quando si affronta un contesto così difficile e complesso non può esserci nessun atto di arroganza – ha detto – Chi arriva non è migliore degli altri. Ho assunto l’interim come hanno fatto altri presidenti di Regione. Non è una questione di nomine o di poltrone. I direttori generali nominati dalla precedente Giunta sono rimasti in carica fino allo scorso aprile. Ci sono state sentenze avverse che vanno rispettate ma il tema dei commissari era indispensabile per capire i problemi, come potersi misurare per risolverli. Una cosa posso dire: nella sanità regionale manca la cultura del dato, non si misura ciò che si fa. Senza paletti non si può misurare come si lavora e con quale qualità. Una cosa che si vede dall’esterno è che la sanità ha un problema gigantesco di processi. Nel tempo si sono creati molti problemi. Si è distrutto un sistema. Lo si capisce bene quando ci si confronta con gli altri. In Sardegna i territori sono in competizione. Una delle cose più importanti quando si assume un interim di questa portata è non ripetere gli errori precedenti e sfruttare l’esperienza. Oggi abbiamo un’occasione eccezionale che è quella del Pnrr. La pianificazione delle case di comunità deve essere pianificata insieme alla medicina di base”.

La presidente ha poi difeso l’operato della Giunta che, a suo dire, ha portato risultati importanti: “Uno di questi è l’accordo con i medici di medicina generale. Senza un confronto è difficile chiedere supporto nella pianificazione territoriale. Questo accordo ci consente di lavorare in un contesto di sburocratizzazione. Se non si parte dal principio di pianificazione e programmazione non si affronta il problema. Non possiamo permetterci di fare altri errori. Il Pnrr ci mette alla prova anche sull’edilizia sanitaria. Ci sarà la possibilità di discutere del cambiamento di alcuni contesti. Deve però essere fatto all’interno di una pianificazione condivisa. Da questo punto il segnale dato sulla rianimazione pediatrica al Brotzu è un altro passo importante. Così come l’assistenza domiciliare, strumento fondamentale per decongestionare gli ospedali. In questo settore ci sono segnali incoraggianti. Siamo passati dal 6,5 all’11 per cento. La questione non si risolve con gli slogan ma con una squadra che mette in campo tutto. La contrapposizione sterile non porta a nulla”.

– Foto Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

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