PUÒ ESSERE FINITA DAVVERO LA DITTATURA JUVE ?

Qualcosa e’ cambiato. In testa alla classifica, il 2019 si sta concludendo con due squadre in testa, Inter e Juve, che probabilmente lotteranno sino alla fine per il titolo. Due, non una, come in passato. In due parole: è finita la dittatura bianconera sul campionato ? Noi ci crediamo poco, ma tutto può succedere, persino che si aggiunga un terzo incomodo, la Lazio, alla coppia di testa. La squadra di Inzaghi ha battuto per la seconda volta nel giro di quindici giorni la Juve, conquistando la Supercoppa. Meglio così, purchè il calcio susciti ancora emozioni e non sia solo un monologo. Sappiamo bene che i tifosi juventini non saranno d’accordo. Sarri certo non ha preso punti nella sua personale classifica in casa bianconera: a Torino sono abituati a guardare tutti dall’alto in basso e arraffare coppe e coppette. Nell’ultima giornata dell’anno solare, in campionato, la Juve ha vinto sul campo della Sampdoria e tutti siamo rimasti ammirati per l’astronauta Ronaldo che ha segnato un gol (quasi) mai visto. CR7 non ha volato nei cieli arabi. Molti hanno tirato fuori dalle soffitte polverose foto del passato con le prodezze di Gigi Riva e altri trasvolatori del pallone, che hanno segnato in elevazione. Sono gol rimasti nella storia del calcio. L’Inter, pur rimaneggiata, si è disfatta facilmente di un Genoa rimasto sul fondo della classifica, con la difesa più battuta del campionato (35 gol subiti) e un attacco che non è fra i migliori. La squadra di Conte ha numeri migliori della Juve (36-31 i gol segnati, 14-17 quelli subiti) e teoricamente è davanti ai bianconeri in classifica. La sensazione è che finora l’Inter abbia fatto più di ciò che era prevedibile e la Juve meno. Alla ripresa ci sarà un Napoli-Inter che potrebbe cambiare le cose. La Lazio che, ha conquistato la quinta Supercoppa, come già detto, potrebbe inserirsi nelle corsa allo scudetto, ma si dovrà vedere se la squadra di Inzaghi (otto vittorie consecutive più quella di Riad) manterrà il ritmo infernale che ha dato alla propria marcia. La Roma ha continuato la sua corsa fra le grandi, dominando sul campo di una Fiorentina alla deriva, e presto ci farà sapere dove potrà arrivare, nella lotta di testa. Il gioco giallorosso convince e Fonseca sta cercando di stare sulle piste dei dirimpettai della Lazio, che per ora sono avanti. Fra le squadre candidate a conquistare un posto in Champions, l’Atalanta ha stracciato un Milan pressoché inesistente. La squadra di Gasperini ha imbottito di gol (cinque) i rossoneri e Gomez ne ha segnato uno irresistibile, Ilicic ha fatto una doppietta. Il Sassuolo stava fermando pure il Napoli, che ha vinto sul filo di lana e ha interrotto la sua lunga serie di partite senza vittorie. La squadra di De Zerbi ha giocato bene, ma ha perso. La squadra (ora) di Gattuso ha finalmente vinto. Qualcosa è cambiato, abbiamo detto: sono stati licenziati altri allenatori (Montella e Thiago Motta), dopo Ancelotti, Giampaolo, Di Francesco, Tudor, Corini, Grosso e Andreazzoli. Iachini (Fiorentina) e Ballardini (Genoa) potrebbero essere i sostituti degli ultimi sollevati dall’incarico. Quasi la metà dei tecnici sono stati cambiati, il che vuol dire che metà delle società, più o meno, hanno sbagliato i loro piani, alcune diverse volte. Ma dei dirigenti si parla poco, sono sempre i tecnici a pagare. E ora, al mercato di riparazione, i cosiddetti manager, cercheranno di correggere i propri errori. Se pensiamo alle parole al vento pronunciate da alcuni capataz, per esempio quelli del Milan, vien da chiedersi quanti errori siano stati commessi. I rossoneri rischiano di scivolare ancora. Abbiamo visto i volti scoraggiati dei giocatori, a fine gara, mentre i tifosi, che ricordano cos’era il Milan di Berlusconi, sono abbattuti oltre che inferociti. I rossoneri hanno segnato solo 16 gol, poco più di un terzo di quelli dell’Atalanta (43) senza Zapata. Intanto, l’occhio del “padrone” Mihajlovic sta ingrassando (un po’) il cavallo bolognese, che -con tre vittorie in quattro partite- sta correndo verso un buon traguardo: il 3-2 di Lecce (doppietta di Orsolini) ha dato una bella spinta verso l’alto ai rossoblù e ha ribadito l’incapacità dei salentini di far punti in casa, nonostante l’elettrizzante finale. Sinisa ha avuto a che dire con Medel. In coda, c’è stato qualche sussulto con le vittoria della Spal a Torino e del pareggio bresciano a Parma: il Genoa è rimasto ultimo. Il Toro era partito col vento in poppa, spinto dai media amici, e ora sta scoprendo di essere solo una squadra di mezza classifica che accusa alti e bassi. Ha segnato nuovamente Balotelli, per il Brescia, che stava dando un brutto colpo alle aspirazioni parmigiane; il pareggio in extremis di Grassi ha tenuto a galla le ambizioni della squadra di D’Aversa. La Samp e il Lecce devono guardarsi le spalle e Commisso, venuto dagli USA a miracolo mostrare, con la Fiorentina sta scoprendo che nel pianeta Italia la vita è dura. Sono le vecchie storie pallonare che si ripetono. E’ sempre come stare su una barca in preda ai marosi: un po’ tutti a destra, oppure a sinistra, a seconda dal movimento della barca. Chi sa nuotare si salva, chi non sa finisce in acqua e affoga. Auguri a tutti, comunque.

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]