Pio Esposito accende la speranza azzurra

Campionato n.95. Vecchio e stanco. Non tanto perchè si avvicina al secolo. Perchè non offre niente di nuovo. Dominato dai procuratori e dai mercanti ha il record europeo di stranieri – 67,5%, circa 400 – che costringono per la quarta volta a porsi il drammatico quanto spontaneo quesito: venti club in lotta ci daranno una Nazionale? E’ tanto sentita, l’urgenza della rinascita, che l’ouverture di sabato s’è trasformata nella santificazione del Beato Pio Esposito grazie al suo ultimo clamoroso miracolo: il gol di tacco del 3-1 al Monza; eccolo: al 55′ Diouf entra in area, punta l’avversario e mette un pallone basso verso il primo palo; Pio non ha bisogno di girarsi, non ha bisogno di prendere la mira. Ha già un’immagine nella memoria che lo guida. Si coordina, lascia partire il colpo di tacco e manda il pallone alle spalle di Pizzignacco. Un gol da centravanti, istintivo, semplice se a eseguirlo è un fuoriclasse nato. A proposito, chi c’era nel suo archivio dei gol di tacco? Chi l’ha ispirato? A me è venuto in mente (mi fa comodo…) il mitico tacco realizzato da Mancini il 17 gennaio 1999 durante Parma-Lazio (1-3): da un calcio d’angolo battuto da Siniša Mihajlovic, il fantasista biancoceleste colpì il pallone al volo, di tacco, beffando Buffon.
Ricordo Mancini, ricordo Parma perchè in contemporanea Roberto fresco Ct era al Tardini dove al 79′ nasceva il gol vittorioso del Cagliari firmato da Alessandro Romano, anni 20, svizzero di origine italiana. Da ragazzo Romano ha fatto parte dell’accademia giovanile della squadra svizzera del Winterthur. Successivamente, nel 2022, è passato alle giovanili della Roma, così bravo che nel 2025 è in prima squadra con debutto in Roma-Lecce del 6 gennaio. Ma dopo 10 giorni era già in B, a La Spezia. Poi finalmente al Cagliari. Se vorrà potrà diventare azzurro. Come l’atalantino Raspadori, l’unico. Tre gol italiani su 19. Direte: tutto qui? No. C’è di meglio. C’è un bel successo del Nuovo Milan. Ci mette più di un’ora a vincere con due gol di Cissè e Rabiot, ma ad Amorim hanno dato il Toro, mica una neopromossa come il Monza o il Frosinone. Dove una Juve provinciale stenta e vince con rete dell’esperto Bremer, mentre i bomber McKennie, Conceiçao, Kolo Muani e il mitico Yldiz sbagliano sette gol. Forse indossavano cioce al posto di scarpette.

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]