SORRENTO (NAPOLI) (ITALPRESS) – Pensioni sempre più impoverite, sanità pubblica in affanno, welfare a rischio e la non autosufficienza ancora senza risposte adeguate. È un quadro netto quello tracciato dal segretario generale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, nella relazione di apertura al XII Congresso nazionale a Sorrento.
Il bilancio di Barbagallo mette al centro numeri, dati e contraddizioni del sistema sociale italiano, rilanciando al tempo stesso alcune proposte strategiche, a partire dal Servizio civile delle anziane e degli anziani attivi. Proprio su questo fronte, la Uilp sottolinea i passi avanti già compiuti: la proposta è oggi sostenuta da un disegno di legge del Cnel e da un progetto di legge bipartisan di Pd e Forza Italia attualmente all’esame del Parlamento.
L’obiettivo è riconoscere e valorizzare il ruolo delle persone anziane nella società, offrendo la possibilità di svolgere attività utili alla comunità su base volontaria, flessibile e tutelata, con un riconoscimento economico. Non un lavoro mascherato, ma uno strumento di cittadinanza attiva e inclusione sociale, capace anche di rafforzare i legami tra generazioni e contrastare solitudine e isolamento
Sul fronte previdenziale, la Uilp denuncia una perdita strutturale del potere d’acquisto delle pensioni. Secondo le analisi presentate, negli ultimi dieci anni il blocco e i tagli alla rivalutazione hanno determinato una riduzione significativa e permanente degli assegni: per una pensione medio-alta la perdita può arrivare fino a oltre 9.600 euro complessivi nel decennio. Una dinamica che si è aggravata soprattutto negli anni più recenti, segnati da alta inflazione e da meccanismi di rivalutazione meno favorevoli.
“La rivalutazione non è un aumento, ma lo strumento per difendere il valore reale delle pensioni”, ribadisce Barbagallo, sottolineando come l’attuale sistema non sia in grado di garantire una tutela adeguata dei redditi da pensione. A questo si aggiunge il nodo fiscale. I pensionati italiani continuano a essere tra i più tassati in Europa, con un peso fiscale che incide direttamente sul potere d’acquisto. Da qui la richiesta di un intervento strutturale: riduzione delle tasse, rafforzamento della quattordicesima e ampliamento della platea dei beneficiari, considerata uno degli strumenti più efficaci per sostenere i redditi più bassi.
Il quadro si aggrava ulteriormente guardando alla sanità. I dati evidenziano una situazione sempre più critica: quasi 6 milioni di persone in Italia rinunciano alle cure per motivi economici o per le lunghe liste d’attesa, mentre la spesa sanitaria privata ha raggiunto i 46,4 miliardi. Parallelamente, il finanziamento pubblico del Servizio sanitario nazionale continua a diminuire in rapporto al Pil, scendendo al 6,3%, ben al di sotto dei principali Paesi europei.
Una tendenza che rischia di compromettere il carattere universale del sistema sanitario e di accentuare le disuguaglianze sociali, colpendo in modo particolare le persone anziane. Critico anche il giudizio sulle politiche per la non autosufficienza. La cosiddetta prestazione universale, introdotta come misura centrale di sostegno, si sta rivelando nei fatti limitata e inefficace: le domande pervenute sono circa 5mila e quelle accolte sono circa il 41%, a fronte di una platea potenziale di oltre un milione e mezzo di anziani non autosufficienti. “Non può essere definita universale una misura che esclude la maggioranza delle persone”, denuncia Barbagallo, chiedendo un ampliamento della platea e un rafforzamento complessivo delle risorse destinate al settore.
A rendere ancora più urgente un intervento strutturale è il contesto demografico. L’Italia è uno dei Paesi più anziani al mondo: gli over 65 rappresentano circa il 25% della popolazione e il rapporto tra lavoratori e pensionati è ormai sceso a circa un lavoratore e mezzo per ogni pensionato.
Un equilibrio sempre più fragile, che impone una revisione complessiva delle politiche economiche, sociali e del lavoro. Accanto alle criticità, la Uilp rilancia anche alcune proposte, tra cui il rafforzamento delle politiche per l’invecchiamento attivo e lo sviluppo di modelli innovativi come il cohousing intergenerazionale, indicato come risposta concreta sia al caro-affitti per i giovani sia alla solitudine delle persone anziane. Il messaggio che emerge dal Congresso è chiaro: serve un cambio di paradigma.
“Le pensioni non sono un costo, ma un investimento sociale. Senza interventi strutturali su lavoro, sanità e welfare, il sistema rischia di diventare sempre più iniquo e insostenibile”, conclude Barbagallo.
-Foto xc9/Italpress-
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