Mons. Palmieri “L’emergenza spinge alla conversione”

In questa Quaresima così “particolare”, Athletica Vaticana continua a proporre un “allenamento spirituale” suggerito dal ritmo essenziale della preghiera. Dopo la prima riflessione proposta da Mons. Melchor Sanchez de Toca y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e quella di Don Giovanni Buontempo, per la terza domenica di Quaresima il “coach” è monsignor Andrea Palmieri, sottosegretario del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. La sua meditazione scaturisce dalla ferma convinzione che, come scrisse Alessandro Manzoni, “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa è più grande”. “Con la terza domenica giungiamo a metà di questa “strana” Quaresima, senza messe e funzioni religiose nelle nostre parrocchie” scrive Mons. Palmieri. “La situazione di emergenza che stiamo attraversando non ci esime dal cercare di accogliere e di vivere in pienezza l’invito che la Quaresima ci propone: “Convertitevi!”. Anzi, paradossalmente, potremmo dire che, poiché ogni conversione implica un cambiamento, l’appello che ci giunge continuamente a cambiare stili di vita per fronteggiare e rallentare la diffusione del contagio da Covid-19 offre un contesto particolarmente adatto al nostro cammino quaresimale”.

“La conversione alla quale la Quaresima ci chiama, però, è qualcosa di più profondo, di più interiore, rispetto ad un semplice cambiamento di comportamenti pubblici o privati. Nel Nuovo Testamento quando si parla di conversione si usa il vocabolo greco meta-noeo, che contiene in sé la stessa radice della parola nous, mente. La conversione è dunque primariamente un cambiamento di mentalità, ossia del modo di comprendere ciò che ci circonda, chi siamo noi, chi sono gli altri e chi è Dio. Solo da un cambiamento radicale di mentalità scaturisce un cambiamento del proprio modo di agire, che, a sua volta, è rivelatore di quello che noi veramente pensiamo e crediamo. Questo rimando ad una maggiore cura della propria interiorità non deve essere confuso con una fuga da una realtà che non ci piace o che ci fa paura. Un autentico rinnovamento interiore infatti ci consente di interpretare meglio la realtà che stiamo vivendo e di cogliere il senso di responsabilità che ci lega gli uni agli altri nel momento presente”.

L’invito di Mons. Palmieri per questa settimana è di lasciarsi guidare dal Vangelo domenicale “che ci offre un suggerimento prezioso per compiere questo cammino dentro noi stessi e poi verso Dio e i nostri fratelli, potrà essere utile chiederci di cosa abbiamo veramente sete, e cioè cosa cerchiamo, quale risposta diamo ai desideri che abitano nel profondo del nostro cuore. Rispondere con sincerità a questa domanda ci aiuterà a riconoscere la vanità di tanti nostri modi di vedere realizzato il desiderio di amore, di gioia, di vita, e, forse, ci farà sentire forte più che mai la sete di “acqua viva”, che è Gesù Cristo. Ricordiamoci anche di pregare per le persone ammalate e per i medici e gli infermieri che si stanno prendendo cura di loro”.
(ITALPRESS).

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