VENEZIA (ITALPRESS) – “Siediti e pensa… cosa posso fare io contro la violenza?”: non è un semplice pensiero, ma un vero e proprio obiettivo quello che i ragazzi dell’istituto comprensivo “Alpi-Gramsci” hanno voluto porre sulla “panchina rossa” che è stata inaugurata questa mattina, all’interno della scuola Volpi, a Favaro, con uno spettacolo-evento, che ha suggellato un percorso compiuto in simbiosi con i loro docenti. All’inaugurazione della loro “panchina rossa” erano presenti, tra gli altri, col dirigente scolastico Marco Sinatora, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, e per la Municipalità di Favaro, col presidente Marco Bellato, la delegata alle Politiche educative, Debora Vettori, numerosi consiglieri e le rappresentanti della Commissione delle Elette, che ha collaborato all’iniziativa insieme alle cooperative Sumo e Itaca, alle associazioni #panchine rosse e Nonsolocompiti.
“Ringrazio – ha sottolineato Bellato – sia la scuola, a cominciare dai ragazzi e dai loro insegnanti, sia la nostra Commissione delle Elette, per il grande lavoro di questi mesi che oggi ci viene presentato. Purtroppo l’uguaglianza tra uomo e donna, seppure sancita sulla carta, nei fatti è ancora lontana, come dimostra il numero, sempre molto alto, dei femminicidi, che ne sono comunque un, tragico, aspetto. Temi questi, che la nostra Municipalità ha fatto da tempo propri: la prima ‘panchina rossa’ installata nel territorio comunale, non a caso, è stata proprio qui, nel 2019, e anche quest’anno, oltre a questa panchina, ne è stata inaugurata un’altra, poche settimane fa, a Ca’ Noghera”.
Nel corso dell’evento, aperto da una esibizione delle allieve della scuola “Movimento e Danza”, i ragazzi non solo hanno raccontato il lavoro “materiale” di recupero, restauro e dipintura di una vecchia panchina messa a loro disposizione, ma hanno trattato sotto varie sfaccettature il tema della violenza sulle donne, presentando riflessioni, poesie, pensieri.
“Quello della violenza sulle donne – ha osservato la presidente Damiano – è un tema di cui si fa sempre fatica a parlare, che fa notizia solo quando si arriva alle estreme conseguenze, con un femminicidio. Trovo perciò davvero importante che oggi sia stato trattato, con grande sensibilità e umanità da ragazzi molto giovani. E’ essenziale, se si vuole davvero cambiare le cose, sensibilizzare le generazioni più giovani, già dalla scuola, e continuare poi, con un lavoro ‘di rete’ che coinvolga anche la società civile. Un grazie di vero cuore quindi a quanto questa scuola ha saputo fare, grazie all’impegno dei ragazzi e dei loro professori”.
– Foto ufficio stampa Comune di Venezia –
(ITALPRESS).








