Lupi, Mammi “Massimo impegno per tutelare le aziende, gli allevamenti e le persone”

RIMINI (ITALPRESS) – Oltre 150mila euro erogati negli ultimi sette anni nel Riminese, per la prevenzione dei danni causati dal lupo, circa 10mila euro per gli indennizzi, nel 2024 e nel 2025. A fare il punto sulla presenza della specie sul territorio e sulle misure messe in campo dalla Regione per mitigarne l’impatto su attività agricole e comunità, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, oggi a Rimini nel corso di un incontro di approfondimento e confronto nella Sala del Consiglio del Comune, promosso in collaborazione con il sindaco e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad. Hanno partecipato Prefettura, forze dell’ordine, sindaci del territorio e rappresentanti di associazioni agricole.

“Oggi parliamo di un tema di grande attualità – ha esordito Mammi, dopo aver ringraziato per la collaborazione il sindaco -, di cui come Regione abbiamo piena consapevolezza. La presenza del lupo è cresciuta numericamente, non solo in Emilia-Romagna, ma anche in Italia e in tutt’Europa. I lupi sono aumentati, ce lo dicono i monitoraggi effettuati. E sono aumentati purtroppo anche i casi di conflitto con le attività antropiche”. “La Regione – ha proseguito l’assessore – già da diversi anni sta utilizzando tutte le misure consentite dalla normativa nazionale per ridurre gli impatti su allevamenti e comunità locali, accompagnando gli allevatori con misure di prevenzione, indennizzo e supporto operativo. Un impegno concreto, riconosciuto anche dagli agricoltori nell’incontro odierno. Serve però un salto di qualità: il Piano di gestione nazionale del lupo è fermo al 2002, e non consente più di affrontare adeguatamente la situazione attuale. Di fronte a una specie protetta, che però purtroppo porta con sé conflittualità, è necessario un quadro normativo aggiornato, che permetta a tutte le Regioni di intervenire in modo efficace, garantendo monitoraggio, risorse adeguate e strumenti operativi proporzionati”.

“Negli incontri che stiamo realizzando sui territori – ha concluso Mammi – proponiamo agli enti coinvolti di costituire insieme una cabina di regia in ogni Provincia, con la partecipazione di Prefettura, Carabinieri Forestali, Provincia per gli enti locali. Questo strumento consentirebbe di analizzare insieme le situazioni più complesse, e decidere come intervenire“.

Il tema della presenza del lupo è stato affrontato come questione strutturale di equilibrio tra tutela della biodiversità, sicurezza dei territori e sostenibilità delle attività agricole e zootecniche. Nel corso del confronto è stato ribadito l’approccio della Regione, che integra prevenzione, indennizzo, coordinamento istituzionale e supporto operativo agli allevatori, con l’obiettivo di ridurre gli impatti della specie a partire dalle produzioni zootecniche. Sul piano operativo, la Regione ha rafforzato gli strumenti di prevenzione dei danni, attraverso un bando annuale da 350mila euro dedicato alla fauna selvatica, di cui circa un quarto riferibile agli impatti del lupo (la Regione ha sempre finanziato tutte le domande), affiancato da un bando straordinario da 2 milioni di euro per il 2026.

Particolare attenzione è riservata agli strumenti anti-predazione, con punteggi prioritari in graduatoria e accoglimento di tutte le domande ammissibili, oltre all’attivazione di azioni di dissuasione attiva nei casi previsti. Accanto alla prevenzione, è stato illustrato il rafforzamento del sistema di indennizzo, che prevede il risarcimento dei danni diretti e, dal 2025, anche di quelli indiretti, per un valore medio di circa 70mila euro l’anno. Sono stati inoltre ridotti i tempi delle istruttorie a 30 giorni e ottenuto, tramite la notifica alla Commissione europea, di escludere gli indennizzi dal regime del de minimis, con l’obiettivo di garantire maggiore certezza economica alle imprese colpite.

Sul fronte della governance territoriale, la Regione ha rafforzato il coordinamento a livello provinciale tra Parchi, Comuni, Polizie provinciali e Carabinieri Forestali, promuovendo la costituzione di tavoli permanenti in ogni Provincia, il confronto tecnico con Ispra sui casi più critici e il coinvolgimento diretto delle sindache e dei sindaci per l’adozione di ordinanze finalizzate alla prevenzione e alla riduzione dei rischi.

Completano il quadro una serie di azioni di formazione, informazione e accompagnamento rivolte ad amministratori locali, allevatori e cittadini. Dal 2018 sono stati erogati 156mila euro per la prevenzione (fra fondi regionali e Psr): 20 aziende hanno ricevuto contributi per prevenire i danni. Sono state messe in campo attività di dissuasione e utilizzo di droni con termocamera. Quindici i casi indennizzati nel 2025 (nel 2024 erano 19), con 10mila euro (nel 2024 erano 12mila euro); interessati prevalentemente ovini e bovini.

-Foto Regione Emilia Romagna-
(ITALPRESS).

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