LA SIGNORA E’ IN RITARDO, NON E’ ALLEGRI IL MAX CHE VINCE

La Salernitana che la fa tremare a Torino, costringendola a un confuso salvataggio finale, conferma le difficoltà in cui si dibatte la Juventus e con lei Max Allegri, già colpito dalla furia di Mbappè e tuttavia “salvato” da opinionisti generosi. A Parigi il PSG miliardario, all’Allianz una provinciale ambiziosa. Tempi durissimi. Proprio mentre il bilancio allarma la società.
Ci voleva John Elkann, il “padrone”, a…rivelare che nel 2023, ovvero in questo campionato, la famiglia Agnelli compirà i 100 anni di presidenza della Juventus. Non è una notizia, naturalmente, è una scadenza ampiamente prevista che tuttavia è apparsa a sorpresa in uno dei rari interventi del taciturno presidentissimo della galassia già Fiat destinato più alla Ferrari (“sposata” da oltre mezzo secolo) invocata vittoriosa a Monza, che alla Juventus: ma non è sbagliato attribuire alle sue parole, insieme a un moto d’affetto, una non vaga pretesa di affrontare e risolvere la crisi della Rossa. Sappiamo come è andata a Monza, vittoria del grande Verstappen – il Max che vince – ai danni di Leclerc, il signore del sabato.
E adesso, con la figuraccia della Juve, l’altro tesoro di famiglia che ha cominciato male – in Italia come in Europa – la marcia d’avvicinamento al Centenario, l’avvertimento di Elkann assume il tono di una minaccia.
E intanto il torneo, in attesa della ritardataria Signora di Torino, ha già curato le ferite dell’Inter in Champions, così come le perplessità del Milan fermato dallo Strasburgo e atteso al varco dalla sorprendente Dinamo di Zagabria che ha fatto perdere la panchina del Chelsea a Tuchel.
Si è salvato dagli agguati solo il Napoli che, dopo avere mortificato il Liverpool, è riuscito a superare faticosamente lo Spezia. Con un gol di Raspadori all’ultimo minuto, evento degno di una genialità alla Hitchcock offerta al De Laurentiis cinematografaro di successo. La grande festa di Giacomino – così lo chiamo dal giorno in cui ha indossato per la prima volta la maglia azzurra sei decenni dopo l’esordio di Giacomino Bulgarelli, suo compaesano, nel Mundial cileno – è proseguita con il trionfo dei tifosi napoletani per ottantanove minuti timorosi d’essere stoppati, secondo abitudine, dalla solita squadra provinciale. Così hanno perduto l’occasione scudetto le forti squadre di Benitez, Sarri, Ancelotti e Gattuso. Spalletti ha confermato che l’impresa con il Liverpool non era casuale e oggi non ha più bisogno di predicare tremante prudenza. Così Raspadori è diventato…napoletano a pieno titolo, alla faccia di chi non osava neppure accostarlo a Osimhen e gli preferiva il Cholito Simeone. Senza quel benedetto gol Giacomino sarebbe stato respinto nell’ombra.
Finalino per l’Udinese. Non ho bisogno di ripetermi dopo averne cantato le virtù esibite contro la Roma. Ha stracciato il Sassuolo, è in Zona Champions. Una realtà firmata Sottil.
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(ITALPRESS).

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