LA POESIA DEL BOLOGNA E LA ‘BENEAMATA’ CHE VOLA VERSO LA SECONDA STELLA

Campionato di Serie A, 17 dicembre 2023, una giornata storica. Almeno per me – tifoso confesso del Bologna da sempre, senza ipocrisia – e per i rossoblù che attendevano da generazioni la loro squadra ai vertici della classifica, addirittura quarta dopo Inter, Juve e Milan, l’aristocrazia nazionale. Voilà, Zona Champions, secondo me il Bologna non l’ha mai conosciuta. E’ rimasto in Coppa dei Campioni, fino al 14 ottobre 1964, quando l’Anderlecht lo ha bruciato al sorteggio, una monetina caduta male, addio sogni di gloria. E se parlo di storia – credetemi – non esagero. Basta pensare che a quei tempi le squadre oggi in Zona Champions erano tutte invitte, mai retrocesse. Poi si defilò il Milan seguito dal Bologna e dalla Juve. E’ rimasta solo l’Inter, lassù…prima, primissima, come oggi, scampata al rischio Sarri – oggi menzionato soprattutto in memoria di antiche imprese del Comandante – e alla tenace spinta juventina alla rinascita spentasi improvvisamente a Genova anche per un arbitraggio avverso (estrema umiliazione per la ex strapotente Signora). Storia per la storia: la Beneamata tende decisa, bella e potente, all’Olimpico con Lautaro e Thuram, alla seconda Stella.
Grande – dicevo – la soddisfazione per Motta: il piacere di avere risvegliato l’orgoglio di una città e di un presidente, Saputo, che fino a ieri ha coltivato solo speranzielle, non sogni, mai illusioni, estranee – ne sono convinto – alla mentalità di Thiago, il miglior allenatore italiano del momento, insieme a De Zerbi. E a Spalletti, ovviamente, intento a fare il giro delle sette chiese (Coverciano, Bambin Gesù, Vaticano, Atreju, Sinistra, Destra e il trionfo da cittadino onorario di Napoli) che rappresenta il culmine di una carriera.
La passione rossoblù non mi ha mai spinto a realizzare cronache enfatiche e velleitarie, anzi: la ventennale lotta per un decimo posto in classifica è stata una lunga linea grigia depressiva. Ma l’esperienza mi ha felicemente guidato alla scoperta del Nuovo Bologna quando i rossoblù, il 24 settembre scorso, hanno strapazzato il Napoli scudettato aprendo ufficialmente la crisi di Garcia. Lo spunto me l’ha dato una squadra risorta – ahimè troppo straniera, ieri gli italiani del Bologna a inizio partita erano solo due – grazie a una stella nascente, Joshua Zirkzee.
Del quale scrissi – con largo anticipo sugli attuali titoli squillanti – “l’olandese studia da campione: come controlla, come si muove, come spara, gli servirebbe un aiuto più concreto di quello che a volte riceve casualmente dagli esterni. A un buon Bologna, al bravo Motta un solo consiglio: è ora di togliersi il (naturale) complesso d’inferiorità. E ai tifosi già soddisfatti: riguardatevi Zirkzee, minuto per minuto, e tornerete a sognare”. Con giudizio, preciso oggi. A notte ho ricevuto un messaggio dello scrittore Davide Grittani: “La poesia c’è ancora. Viva Bologna”.
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(ITALPRESS).

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