
ROMA (ITALPRESS) – L’INPS pubblica oggi l’aggiornamento annuale dell’Osservatorio sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2026 e sulle pensioni nuove liquidate nel 2025. Novità di particolare rilievo di questa edizione è l’inclusione, all’interno dell’Osservatorio, delle pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici (GDP), finora analizzate separatamente. Tale integrazione segna un passaggio significativo verso una rappresentazione più completa, coerente e omogenea delle pensioni erogate dall’Inps, consentendo di superare una storica frammentazione delle basi informative.
Al 1° gennaio 2026 l’INPS registra complessivamente 21.257.999 pensioni vigenti, in lieve aumento (+0,6%) rispetto alle 21.141.199 pensioni vigenti al 1° gennaio 2025. Di queste, il 79,2% (16.840.238) sono di natura previdenziale e il 20,8% (4.417.761) di natura assistenziale. L’importo complessivo annuo ammonta a 353,5 miliardi di euro, di cui 325,0 miliardi erogati dalle gestioni previdenziali (+2,3% rispetto all’anno precedente) e 28,5 miliardi da quelle assistenziali (+5,6% rispetto all’anno precedente). Le gestioni dei lavoratori dipendenti rappresentano la quota più rilevante, con il 53,8% delle pensioni complessive e il 41,6% degli importi erogati. In tale ambito, il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti concentra il 36,7% delle prestazioni, mentre la Gestione Dipendenti Pubblici incide per il 14,9%.
Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 23,9% delle pensioni, corrispondenti al 18,0% della spesa complessiva, mentre le prestazioni assistenziali rappresentano il 20,8% delle prestazioni complessive e l’8,1% della spesa. Con riferimento alle categorie, tra le prestazioni previdenziali prevalgono le pensioni di vecchiaia (70,7%, di cui il 54,8% erogato a uomini), seguite da quelle ai superstiti (24,5%, con il 13,6% a uomini) e da quelle di invalidità previdenziale (4,9%, con il 59,1% a uomini). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite prevalentemente da trattamenti di invalidità civile (79,3%, con il 42,3% a uomini), mentre il restante 20,7% è rappresentato da pensioni e assegni sociali (38,2% a uomini).
Dal punto di vista territoriale, il 47,8% delle pensioni è erogato nel Nord Italia, il 30,9% nel Sud e Isole e il 19,3% nel Centro, mentre l’1,8% è destinato a residenti all’estero. In termini di importi, la distribuzione territoriale dei residenti in Italia risulta pari al 51,6% nel Nord, 27,6% nel Sud e Isole, 20,8% nel Centro. Sotto il profilo anagrafico, l’età media dei pensionati è pari a 74,3 anni, con una differenza tra i due generi di 4,4 anni (71,9 per gli uomini e 76,3 per le donne).
Per quanto riguarda gli importi, si registra una forte concentrazione delle pensioni nella classe di importo più bassa (inferiore a 750 euro mensili), che interessa il 36% degli uomini e il 54% delle donne, evidenziando un significativo divario di genere. In questa classe si collocano circa 9,7 milioni di pensioni; tuttavia, solo il 42,2% risulta associato a prestazioni legate a bassi requisiti reddituali, come l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e le pensioni o assegni sociali. Per quanto riguarda invece le pensioni di vecchiaia maschili, quasi la metà (48,2%) si concentra nella fascia compresa tra 1.500 e 3.000 euro mensili, indicando una distribuzione degli importi mediamente più elevata rispetto a quella femminile. Nel corso del 2025 sono state liquidate 1.540.943 nuove pensioni (-1,8% rispetto alle nuove pensioni liquidate nel 2024), di cui il 54,2% di natura previdenziale. L’importo annualizzato complessivo delle nuove prestazioni ammonta a 18,6 miliardi di euro, pari a circa il 5,3% della spesa pensionistica totale in pagamento al 1° gennaio 2026. Tra le pensioni previdenziali di nuova liquidazione, il 62,3% è costituito da pensioni di vecchiaia (56,5% a uomini), il 29,1% da pensioni ai superstiti (20,3% a uomini) e l’8,6% da pensioni di invalidità previdenziale (64,0% a uomini). Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, il 92,1% delle nuove liquidazioni è costituito da trattamenti di invalidità civile (42,7% a uomini), mentre gli assegni sociali rappresentano il restante 7,9% (42,0% a uomini).
La Gestione Dipendenti Pubblici (GDP), pur essendo ora inclusa nell’Osservatorio, può essere analizzata separatamente, offrendo sia una visione complessiva sia un approfondimento delle pensioni per singola Cassa. Al 1° gennaio 2026 risultano in pagamento 3.171.265 della GDP, di cui il 40,1% a titolari maschi , per un importo complessivo annuo pari a 94,0 miliardi di euro. Con riferimento alle Casse, circa il 96 % delle pensioni è concentrato nella Cassa Trattamenti Pensionistici dei Dipendenti dello Stato (CTPS) e nella Cassa Pensioni Dipendenti degli Enti Locali (CPDEL), rispecchiando la struttura occupazionale del pubblico impiego. Per quanto riguarda le categorie, le pensioni di vecchiaia costituiscono la quota prevalente (circa il 75%, di cui il 44,4% erogato a uomini), seguite dalle pensioni ai superstiti (20%, con il 17,1% a uomini) e da quelle di invalidità (5,7%, con una prevalenza maschile pari al 60,2%).
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