Il Papa ai giovani “Serve una nuova economia che combatta la povertà”

Italy, Rome, Vatican, 22/04/01. Pope Francis delivers his speech as he leads weekly general audience in the Paul VI Hall. Papa Francesco pronuncia il suo discorso mentre conduce l'udienza generale settimanale nell'Aula Paolo VI. Photo by Massimiliano MIGLIORATO / Catholic Press Photo (Rome - 2022-04-13, ©MASSIMILIANO MIGLIORATO/CPP / ipa-agency.net) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

ASSISI (PERUGIA) (ITALPRESS) – “Non abbiamo saputo custodire il pianeta e non stiamo custodendo la pace”. Lo ha detto il Papa ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici riuniti ad Assisi per l’incontro “Economy of Francesco”. “Voi siete chiamati a diventare artigiani e costruttori della casa comune, una casa comune che “sta andando in rovina”. Lo diciamo ed è così. Una nuova economia, ispirata a Francesco d’Assisi, oggi può e deve essere un’economia amica della terra e un’economia di pace”, ha detto il Pontefice. “La Bibbia è piena di alberi e di piante, dall’albero della vita al granello di senape. E San Francesco ci aiuta con la sua fraternità cosmica con tutte le creature viventi – ha spiegato Francesco -. Noi uomini, in questi ultimi due secoli, siamo cresciuti a scapito della terra. E’ stata lei a pagare il conto. L’abbiamo spesso saccheggiata per aumentare il nostro benessere, e neanche il benessere di tutti. È questo il tempo di un nuovo coraggio nell’abbandono delle fonti fossili d’energia, di accelerare lo sviluppo di fonti a impatto zero o positivo”.

“Non tutte le soluzioni ambientali hanno gli stessi effetti sui più poveri, e quindi vanno preferite quelle che riducono la miseria e le diseguaglianze – ha proseguito -. Mentre cerchiamo di salvare il pianeta, non possiamo trascurare l’uomo e la donna che soffrono. L’inquinamento che uccide non è solo quello dell’anidride carbonica, anche la diseguaglianza inquina mortalmente il nostro pianeta”. “Il nostro capitalismo vuole aiutare i poveri ma non li stima, non capisce la beatitudine paradossale: “beati i poveri” – ha detto ancora il Papa -. Noi non dobbiamo amare la miseria, anzi dobbiamo combatterla, anzitutto creando lavoro, lavoro degno. Ma il Vangelo ci dice che senza stimare i poveri non si combatte nessuna miseria. Ed è invece da qui che dobbiamo partire, anche voi imprenditori ed economisti: abitando questi paradossi evangelici di Francesco”. “Per avere gli occhi dei poveri e delle vittime bisogna conoscerli, bisogna essere loro amici – ha aggiunto -. E, credetemi, se diventate amici dei poveri, se condividete la loro vita, condividerete anche qualcosa del Regno di Dio, perché Gesù ha detto che di essi è il Regno dei cieli, e per questo sono beati. E lo ripeto: che le vostre scelte quotidiane non producano scarti”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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