Il Crea partner del progetto per miglioramento genetico dell’olivo

ROMA (ITALPRESS) – L’olivicoltura del futuro è già iniziata, grazie al progetto internazionale GEN4OLIVE che mira a protocolli comuni per caratterizzare la resilienza di diversi genotipi dell’olivo alle condizioni climatiche estreme, testare la resistenza ai parassiti e definire metodiche riproducibili per l’analisi della qualità dell’olio di oliva delle varietà delle collezioni. Il CREA, con il suo Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (CREA OFA), è uno dei due partner italiani che contribuirà a selezionare oltre 300 genotipi di olivo per valutare la resistenza e la tolleranza a Xylella fastidiosa, ampliando la scelta varietale. Il progetto, iniziato nel 2020, si concluderà nel 2024 e mira a promuovere e valorizzare le risorse genetiche dell’olivo, mettendole a disposizione di breeder e agricoltori. Al fine di descrivere e caratterizzare sotto il profilo morfologico, biologico ed agronomico più di 300 varietà presenti nelle 5 banche di germoplasma e almeno 200 accessioni selvatiche come nuove fonti di risorse genetiche, durante il primo anno di progetto sono stati messi a punto dei protocolli comuni. Siamo, ad oggi, al secondo anno di applicazione. Il Centro Olivicoltura, Frutticoltura Agrumicoltura, sede di Rende, sta realizzando una collezione internazionale presso l’azienda sperimentale CREA in Monteroni di Lecce, per la valutazione della suscettibilità varietale a Xylella fastidiosa. I dati morfologici raccolti per almeno 3 anni serviranno ad ottenere i migliori genitori per l’avvio di programmi di miglioramento genetico e per la selezione varietale di genotipi caratterizzati da tratti agronomici più idonei alla coltivazione in condizioni di cambiamento climatico. Il progetto prevede anche lo sviluppo di marcatori molecolari per la caratterizzazione genetica delle varietà e delle accessioni, da impiegare anche per processi di selezione di nuovi materiali genetici. Le varietà selezionate e le nuove varietà permetteranno ai produttori di ottenere una riduzione dei costi ed un minore impatto ambientale: avranno a disposizione, infatti, risorse genetiche di olivo più idonee a contrastare e mitigare i cambiamenti climatici in atto e più tolleranti agli stress biotici, mantenendo però elevata la produttività e il valore salutistico degli oli corrispondenti.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Crea-

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