Il calcio decida: giocare o no? Intanto la Juve torna prima

In un clima surreale, la Juve ha battuto l’Inter e ha scavalcato la Lazio, insediandosi nuovamente al primo posto. A parte tutto il resto, e’ stata l’occasione per imparare dal dizionario Garzanti il significato dell’aggettivo surreale, che tutti abbiamo usato a raffica in questi giorni a raffica: e’ un aggettivo “che evoca l’inconscio, il mondo psicologico piu’ intimo e non conosciuto dell’uomo”. Questa giornata fara’ certamente meditare il nostro calcio. E’ stata decisiva, a suo modo. Nella prima partita in programma, Parma-Spal, alle 12,30, i giocatori si erano scaldati, poi non erano andati in campo. Rinvio di mezzora. Si e’ parlato di intervento del sindacato giocatori, di Spadafora, della Lega e Sky che ha risposto per le rime al ministro per la diretta tv, ma poi i protagonisti si sono ri-riscaldati e sono scesi in campo. Dal comunicato si evincono uno scaricabarile e le accuse fra Associazione calciatori, Lega, autorita’ politiche. E’ una situazione confusa e martedi’ ci sara’ una riunione di vertice per decidere se andare avanti o fermarsi. Noi non sappiamo cosa verra’ deciso e come vecchi suiveur del calcio speriamo che improvvisamente il virus se ne vada e che si possa giocare. Ma siccome dubitiamo che certi miracoli avvengano, temiamo che, anche se si giochera’, il pallone si stia sgonfiando. Non vogliamo nemmeno pensare all’aspetto economico di tutta la vicenda, alla possibile “fuga” di campioni, e ai danni di immagine e economici che subirebbe il calcio e il suo indotto (tv, media, ecc.). In realta’ ci sembra che si pensi troppo ai soldi e che il “pallone”, gonfiato troppo, potrebbe scoppiare. Abbiamo vissuto tutti anni opulenti, ma aver reso il calendario troppo denso fra campionato, coppe ecc. tanto da non avere molte date per i recuperi, non e’ stato saggio. A cominciare dagli enti internazionali, che col loro gigantismo s’inventano sempre qualcosa per guadagnare. Si e’ giocato (e si gioca) troppo e si doveva mettere nel conto che qualcosa avrebbe potuto succedere, prima o poi. E’ successo. Troppa gente si era tuffata per anni sul bottino e chi molto vuole nulla stringe. Loro hanno stretto, in verita’. C’e’ da mettersi attorno a un tavolo, visto che il virus non sta risparmiando nessuno e riordinare le idee e farne del calcio qualcosa di piu’ ragionevole e vivibile. Magari con una serie A a 18 squadre e a condizioni piu’ realistiche. Non bisogna credere di essere onnipotenti e al di sopra delle leggi. Affinche’ il calcio non resti, come ha detto Juric, “ridicolo”. Sono certi, lor signori, che i “clienti” (cioe’ i tifosi), non si squaglieranno, davanti alla confusione e ai pericoli attuali? Tornando al “Derby d’Italia”, molto fumo Inter, che ha giocato bene lasciando per l’arrosto alla tutto alla Juve: dopo il gol di Ramsey, un capolavoro di Dybala, appena entrato. E la squadra di Conte si e’ ritrovata piu’ lontana dalla vetta. La lotta ora sembra ristretta a Juve e Lazio, ma i nerazzurri hanno una partita in meno. Con le “Grandi” hanno fatto cilecca: hanno perso due volte con la Juve e una con la Lazio.
Il Milan, contro un Genoa ben determinato, e dopo giorni agitati per l’estromissione di Boban del club, e’ partito male e, con questa sconfitta, ha visto diventare difficile ogni sogno di gloria. Nessuno puo’ negare che quel che sta succedendo attorno al club rossonero e alla nostra stessa vita abbia influito sulla prestazione della squadra di Pioli. Il Genoa era piu’ libero mentalmente da problemi di carattere mentale e i due gol segnati nel primo tempo (Pandev e Cassata) hanno pesato sull’andamento della gara. Nella ripresa i rossoneri hanno attaccato, ma sono riusciti solo a dimezzare lo svantaggio. Ora per il Milan e’ diventata dura: gli errori difensivi e la scarsa incisivita’ della fase offensiva (nonostante l’impegno di Ibrahimovic), hanno dato via libera ai rossoblu, dimostratisi meglio preparati ad affrontare le difficolta’ della partita. La squadra di Nicola (panchina n.100 in serie A e seconda vittoria esterna consecutiva) ha agganciato il Lecce sul quartultimo gradino. La Sampdoria (in dieci) ha fatto un bel passo avanti, vincendo in rimonta sul Verona, spezzando la serie positiva del Verona che era di dieci partite. La squadra di Ranieri, che aveva fatto esordire il giapponese Yoshida in difesa, stava attraversando un periodo non molto felice, dopo i cinque gol presi dalla Fiorentina. Si era trovata sotto per un gol di Zaccagni e poi una doppietta del “pensionato” Quagliarella (il secondo gol su rigore molto discusso) ha dato il successo alla Samp. Finito il volo del Verona? A Juric mancavano alcuni elementi importanti come Veloso e Borini. A Udine le occasioni da gol ci sono state per Okaka (chance mancata di poco) e Milenkovic (palo), ma di fatto i friulani (solo 21 gol fatti) e’ rimasta all’asciutto: settimo pareggio, quarto 0-0. I viola a mezz’acqua. La disperazione della Spal ha avuto la meglio sul Parma grazie a un rigore di Petagna. L’inizio della partita era stato convulso, come abbiamo gia’ detto, e poi si e’ giocato. Importante successo spallino, il Parma (come Verona e Milan) si e’ fermato. Nel Monday Night, Sassuolo-Brescia (arbitro Manganiello), visto che la Spal e il Genoa hanno vinto, le “rondinelle” cercheranno di rispondere. Lopez non avra’ Matjeu, ma ci sara’ Aye’. A Mompiano 2-0 per i neroverdi con gol di Traore’ e Caputo. Arbitro Manganiello. E vedremo domani se questo campionato finira’ o no.
(ITALPRESS)