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lunedì 19 agosto 2019
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BOLOGNA E MIHA DANNO MAZZATA ALL'INTER DI SPALLETTI

4 febbraio 2019

La mazzata all'Inter di Spalletti l'hanno data due miracolati: il Bologna ultimo della classe e Sinisa Mihajlovic, recuperato dalla disoccupazione con contratto semestrale. Quando i rossoblù sconfissero la Roma il 23 settembre (unica vittoria insieme a quella sull'Udinese) il mondo giallorosso chiese la testa dell'allenatore per quella sconfitta "scandalosa", verificata tale dal prosieguo di un campionato indegno. Cosa dire, di questa caduta dei nerazzurri, che non segnano gol dall'inizio dell'anno, e di Spalletti che ha perso completamente la bussola, spaventato non da Conte ma da se stesso? Obiettivamente, ho visto una partita davvero scandalosa. E spiego perché. Da un po' di tempo ho maturato un'idea (con prove): ci sono calciatori che hanno deciso di "licenziare" i tecnici che non gli stanno bene. Ci sono riusciti i bolognesi, aggiungendo a una serie vergognosa la sconfitta interna con il Frosinone per 4-0 nonostante i rinforzi ottenuti dal presidente canadese: sembravano zombie, Pippo Inzaghi, esonerato, ha pagato per tutti, è arrivato Mihajlovic ed a San Siro i suoi uomini sembravano delle belve scatenate, hanno aggredito e segnato un gol a un avversario che in classifica aveva 23 punti in più e quel gol hanno difeso con eroismo, tanto erano stanchi fisicamente e moralmente preoccupati di veder distrutto il loro sogno di vittoria.

Ma gli interisti hanno aggiunto scandalo allo scandalo, giocando come in preda a smarrimento, costringendo Spalletti a cercare un lampo di solidarietà in Ranocchia, un reietto; dopo la sconfitta con il Toro, che ha confermato la loro pigrizia mentale e fisica, quella batosta subita dalla Lazio in Coppa Italia e adesso questa dal Bologna. Mi stupirei se domani trovassi ancora Spalletti allenatore dell'Inter dopo l'esito di questa congiura. Ma tutto può succedere in un club che ha rovesciato ridicolo su se stesso anche con una sciocca trovata di marketing, quelle magliette cinesizzate: centinaia di milioni di cinesi - insieme ai signori Zhang - hanno assistito in diretta alla vergognosa disfatta, pur favoriti dal fatto che solo loro - grazie al nome in cinese - potevano capite chi fossero i giocatori; mi è tornata alla mente la battuta di Allegri dopo la sconfitta di Bergamo, quando ha detto che nello spogliatoio avevano confuso le maglie e in campo i bianconeri erano sbandati.

L'impresa del Bologna va applaudita anche se il voltafaccia dei rossoblù - perfettamente inteso da quel furbo di Sinisa - fa pensare a quale livello sia arrivato un gioco basato su principi monetari. L'allenatore non è più il maestro, è colui che deve garantirmi il prosieguo di una vita dolce: e se mi fa correre il rischio di fallire lo caccio. Morale della favola: tutti in banca.

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