I Paesi del Gruppo E5 ribadiscono l’impegno per la sicurezza euro-atlantica e il sostegno all’Ucraina

CRACOVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – A Cracovia si è svolto oggi un nuovo incontro ministeriale dei Paesi del Gruppo E5, la coalizione composta da Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito, con la partecipazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e del vice segretario generale della Nato. L’incontro, il settimo in questo formato, ha contato anche la partecipazione del ministro della Difesa dell’Ucraina, a testimonianza della centralità che la situazione nel Paese riveste nell’agenda di sicurezza collettiva europea e transatlantica.

Il sottosegretario di Stato alla Difesa italiano, senatrice Isabella Rauti, su delega del ministro Crosetto, ha rappresentato l’Italia nelle discussioni che hanno ribadito la responsabilità condivisa delle principali potenze europee nel garantire la stabilità dell’area euro-atlantica e nel rafforzamento delle capacità di deterrenza e difesa all’interno del quadro Nato e Ue.

Nel corso dei lavori è stata adottata una dichiarazione congiunta in cui i ministri hanno definito tre priorità strategiche. La prima riguarda l’ampliamento della deterrenza e della prontezza operativa, con l’intento di aumentare la scala e la capacità delle forze disponibili e di consolidare sia la deterrenza convenzionale sia quella multilivello all’interno dell’Alleanza.

In questo senso è stato ribadito che “la Nato rimane il fondamento della difesa collettiva” e che gli Stati E5 sono pronti ad assumere “maggiore responsabilità per la sicurezza europea”. Tra gli impegni ribaditi vi è l’attuazione delle decisioni emerse dal Vertice Nato all’Aia volte a incrementare la spesa per la difesa e a favorire una “Nato più europea”, attraverso un rafforzamento delle capacità, della coordinazione e della responsabilità condivisa.

Una seconda area di approfondimento ha riguardato la prevenzione e il contrasto delle minacce ibride. I ministri hanno concordato sull’urgenza di potenziare i meccanismi di allerta precoce e di risposta rapida, nonché di rafforzare la resilienza istituzionale e sociale di fronte alle pressioni e alle attività che possono minacciare la stabilità interna ed esterna degli Stati alleati, sottolineando il ruolo complementare che Nato ed Ue devono assumere in questo ambito per garantire coerenza e sinergia delle iniziative. La terza e più ampia direttrice ha riguardato il sostegno continuo all’Ucraina.

I ministri hanno confermato che un esercito ucraino forte costituisce “la prima garanzia di sicurezza” e hanno ribadito l’importanza di coordinare congiuntamente l’assistenza attraverso i meccanismi ad hoc con Nato ed Ue. È stato inoltre riaffermato che qualsiasi accordo di pace duraturo dovrà includere robuste garanzie di sicurezza a favore dell’Ucraina per assicurare stabilità a lungo termine nella regione.

Sul piano industriale e tecnologico, nell’ambito delle iniziative concordate è stato annunciato il lancio dell’iniziativa Low-Cost Effectors and Autonomous Platforms (Leap), volta a promuovere la cooperazione nello sviluppo e nell’acquisizione di sistemi d’arma a basso costo e piattaforme autonome, tra cui veicoli aerei senza pilota e sistemi d’intercettazione innovativi.

Obiettivo dichiarato dai ministri è migliorare la resilienza collettiva e contribuire al soddisfacimento delle esigenze capacitive richieste dalla Nato pur attenuando i tempi di consegna e i costi di produzione degli equipaggiamenti chiave.

L’E5 ha inoltre manifestato l’intenzione di coordinare congiuntamente iniziative specifiche nei Balcani Occidentali per consolidare la sicurezza regionale in maniera coerente con gli sforzi già in corso dell’Ue e della Nato, nonché di favorire l’integrazione euro-atlantica dei Paesi interessati, contribuendo alla stabilità di una porzione cruciale dell’Europa sudorientale.

Il documento finale della riunione sottolinea che il rafforzamento delle capacità di difesa europee non è mirato alla creazione di strutture alternative alla Nato, ma piuttosto a consolidare la capacità dell’Alleanza nel suo complesso, attraverso un maggiore contributo europeo in termini di forze, risorse e coordinamento politico-militare.

I ministri hanno inoltre espresso sostegno alla rimozione di barriere normative e amministrative che ostacolano la cooperazione industriale nel settore della difesa, riconoscendo che una base industriale europea più dinamica è fondamentale per la resilienza a lungo termine della sicurezza collettiva.

-Foto account X Ministero Difesa-
(ITALPRESS).

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