TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – La Marina iraniana ha minacciato di colpire la portaerei americana USS Abraham Lincoln non appena entrerà nel raggio d’azione dei suoi missili. “Seguiamo da vicino la portaerei Lincoln e la colpiremo immediatamente non appena entrerà nel nostro raggio di tiro”, ha dichiarato il comandante della Marina iraniana, contrammiraglio Shahram Irani, citato dalla Tv al Arabiya. La minaccia arriva nel quadro della crescente tensione militare tra Iran e Stati Uniti nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
Il portavoce militare iraniano Ebrahim Zolfaghari ha inoltre schernito gli Stati Uniti affermando che Washington sta negoziando con se stessa, dopo che il presidente Donald Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “Siete arrivati a negoziare con voi stessi?”, ha detto il tenente colonnello Zolfaghari, portavoce del Comando centrale Khatam al-Anbiya (che coordina l’esercito regolare e i Pasdaran), in un videomessaggio trasmesso dalla televisione di Stato. “La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno e resterà tale: gente come noi non verrà mai a patti con gente come voi. Né ora, né mai”. Il portavoce ha definito la potenza strategica americana “un fallimento strategico” e ha invitato Washington a non presentare la sconfitta come un accordo. “L’era delle vostre promesse vuote è finita”, ha concluso. Le dichiarazioni arrivano il giorno dopo che Trump aveva sostenuto che Teheran volesse un accordo per chiudere il conflitto, mentre circolano indiscrezioni su un piano di cessate il fuoco in 15 punti trasmesso all’Iran tramite intermediari.
Nel frattempo, il Pentagono ha ordinato il dispiegamento in Medio Oriente di circa 2.000 soldati dell’82^ Divisione Aviotrasportata dell’Esercito “per fornire al Presidente Trump ulteriori opzioni militari, mentre valuta una nuova iniziativa diplomatica con l’Iran”. Lo hanno riferito ai media americani funzionari del Dipartimento della Difesa, sottolineando che si tratta di militari della “Forza di Risposta Immediata” della divisione, una brigata di circa 3.000 soldati in grado di essere schierati ovunque nel mondo entro 18 ore. Altri militari della brigata, evidenzia il “New York Times”, potrebbero essere inviati nei prossimi giorni. Considerando anche i circa 4.500 Marines già in viaggio verso la regione, il dispiegamento delle forze d’élite dell’Esercito americano porta il numero totale di truppe di terra aggiuntive inviate nella zona di guerra dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, a quasi 7.000 unità.
WSJ, IRAN CHIEDE RISARCIMENTI E CHIUSURA BASI USA NEL GOLFO PER ACCORDO FINE GUERRA
Nel contesto di un possibile accordo con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, l’Iran chiederebbe risarcimenti per gli attacchi subiti, la revoca di tutte le sanzioni e la chiusura di tutte le basi militari statunitensi nel Golfo Persico come condizioni. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza dei fatti. Inoltre, l’Iran chiederebbe garanzie che la guerra non riprenda e la cessazione degli attacchi israeliani contro Hezbollah, gruppo filo-iraniano in Libano. Tra le richieste iraniane figura anche un nuovo accordo nel Golfo che consentirebbe alla Repubblica Islamica di riscuotere pedaggi dalle navi che attraversano lo strategico Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale, scrive il Wall Street Journal, secondo cui l’Iran si rifiuterebbe di negoziare limiti al suo programma missilistico balistico.
Le fonti citate dal Wall Street Journal affermano che i messaggi tra Iran e Stati Uniti sono stati trasmessi indirettamente tramite intermediari mediorientali alla fine della scorsa settimana. Ieri sera, la tv israeliana Channel 12 ha riferito che gli Stati Uniti hanno presentato un piano in 15 punti per porre fine alla guerra, che include la cessazione del sostegno iraniano ai gruppi terroristici regionali, restrizioni al programma missilistico balistico e lo smantellamento del programma nucleare.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









