ROMA (ITALPRESS) – “L’attuazione del Pnrr ha rappresentato il motore principale di riforme e investimenti, segnando una svolta epocale nella modernizzazione del sistema giudiziario italiano: a fine 2025, a fronte di 2,7 miliardi di euro di risorse Pnrr assegnate al ministero della Giustizia, sono stati rendicontati pagamenti per un totale di 1,98 miliardi”. A dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella sua relazione alla Camera. “Siamo primi in Europa per finanziamenti ricevuti nell’ambito del Pnrr, a testimonianza dell’efficacia e della credibilità delle politiche adottate – continua Nordio, – La stessa Commissione europea ha sottolineato la puntualità e la qualità degli interventi realizzati: lo sforzo realizzato dal ministero per l’attuazione degli investimenti e delle riforme andrà oltre l’orizzonte temporale del 2026. Il governo ha identificato ulteriori obiettivi da realizzare entro il 2029: essi prevedono in particolare la semplificazione delle procedure nell’ambito del processo civile, l’incoraggiamento di forme alternative di risoluzione delle controversie, la riduzione della durata delle procedure fallimentari, la promozione dell’uso di strumenti extragiudiziali e la riduzione ulteriore dell’arretrato civile e della durata dei processi; la lentezza della giustizia civile ci costava oltre il 2% del Pil. Sulla digitalizzazione le criticità dei primi momenti sono state superate: l’intelligenza artificiale la utilizziamo nei limiti disciplinati dalla legge, dal buon senso e dalla logica”.
“Il 2025 ha rappresentato un anno di svolta anche sul fronte degli organici, segnando un rafforzamento senza precedenti, una valorizzazione delle competenze e una rinnovata attenzione al benessere organizzativo: da ottobre 2022 a oggi sono state assunte 3.586 unità a tempo indeterminato, per un totale di circa 120 milioni di euro; per il 2026 sono già programmate una serie di assunzioni”, ha aggiunto. “Con la legge di bilancio abbiamo previsto la possibilità di scorrere la graduatoria della stabilizzazione per altri tre anni, permettendo ulteriori assunzioni – aggiunge Nordio, – Entro quest’anno riempiremo l’organico dei magistrati per la prima volta dalla costituzione della Repubblica: due anni fa era sotto di 15 punti percentuali, la mancanza di 1.600-1.700 magistrati costituisce una delle cause fondamentali della lentezza della nostra giustizia. Fino all’altro ieri i magistrati onorari erano figli di un dio minore, in ambito sia penale che civile, e non avevano garanzie economiche o previdenziali: attraverso una legge opportuna siamo riusciti a rendere dignitoso il loro trattamento, la loro funzione è equiparabile a quella dei magistrati di carriera”.
“Sull’amministrazione penitenziaria abbiamo proseguito con continuità e impegno il piano di potenziamento infrastrutturale, sia attraverso la creazione di nuove strutture sia attraverso il recupero e la riattivazione di quelle esistenti ma indisponibili: a ciò si aggiunge l’adeguamento degli istituti, rimodulando interventi per circa 166 milioni di euro”, ha aggiunto Nordio. “Sono proseguiti gli interventi di riqualificazione strutturale del patrimonio edilizio penitenziario, con particolare attenzione a sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico – aggiunge Nordio, – Stiamo lavorando su oltre venti istituti, con la realizzazione di nuove strutture e nuovi padiglioni. Quando sono entrato in magistratura la maggior parte delle nostre carceri era costituita da vecchi conventi o strutture fatiscenti: quasi ogni estate vi era una rivolta dei detenuti proprio a causa delle condizioni inaccettabili della struttura; non dico che oggi il problema sia risolto e sono ancora tante le problematiche da risolvere, ma trattandosi di una situazione che si è sedimentata nei decenni ed è ricca di difficoltà burocratiche a volte insormontabili certi risultati non sono facili da raggiungere. I suicidi sono un fenomeno con cui ci siamo ripetutamente confrontati e che rappresenta un fallimento dello Stato: il trend si è invertito e quest’anno sono diminuiti del 10%, per quanto i numeri restino alti e intollerabili”.
“L’amministrazione ha promosso una rete di interventi che coinvolge gli istituti penitenziari, i sanitari e le associazioni di volontariato, con l’attivazione di 901 corsi scolastici di primo livello e 782 corsi di secondo livello, coinvolgendo complessivamente 19.391 detenuti in percorsi di istruzione: l’accesso all’istruzione universitaria ha visto 1.837 detenuti iscritti, con 260 dipartimenti universitari e 437 corsi di laurea attivi negli istituti penitenziari – ha sottolineato Nordio -. La tutela della salute mentale è stata rafforzata attraverso il potenziamento dei servizi psichiatrici e la gestione delle residenze: i gesti estremi non dipendono dal sovraffollamento carcerario, che comunque è un problema su cui occorre agire e su cui stiamo già agendo, bensì dalla solitudine dalla disperazione e dall’incapacità di affrontare il momento della liberazione; una parte dei suicidi avviene singolarmente non quando si entra in carcere, ma quando si sta per uscire. Stiamo attuando la possibilità di dare un lavoro retribuito e dignitoso al detenuto nel momento stesso in cui esce dal carcere, in modo da non lasciarlo in mezzo a una strada”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









