PALERMO (ITALPRESS) – Un incontro all’Ars per fare il punto sulla situazione politica in Sicilia e tracciare potenziali prospettive per il campo progressista. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni a Palermo, incontrando i rappresentanti regionali del partito: all’appuntamento hanno preso parte anche alcuni esponenti delle forze di centrosinistra. Durante la conferenza è stato annunciato che la prossima settimana, all’Ars, verrà depositata una mozione di censura nei confronti dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata: nel pomeriggio poi il leader del M5S tornerà a Niscemi per un incontro con la cittadinanza.
Tanti i temi affrontati da Conte, di carattere sia regionale che nazionale: “Ho accettato subito di venire qui perché la questione siciliana è centrale per l’Italia intera – afferma, – Non possiamo pensare che quanto accade qui non abbia una rilevanza nazionale. C’è una questione sia morale che politica, non possiamo permettere che i siciliani rimangano senza risposte perché sono ormai dieci anni che mancano interventi strutturali per rispondere alle urgenze e ai bisogni reali della comunità. Ci sono però tantissime inchieste, notizie quotidiane di sistemazioni di amici e amichetti, indagini nelle cronache giudiziarie che si arricchiscono sempre più, da ultimo con Lillo Pisano. Ormai Fratelli d’Italia ha un problema grave e non solo in Sicilia: lo abbiamo visto a livello nazionale con le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e soprattutto Santanché, la cui questione si trascinava da tre anni”.
Nell’isola, aggiunge il leader pentastellato, “ogni forza politica ha i suoi indagati e rinviati a giudizio, con accuse gravi e sempre collegate a condotte contrarie ai doveri istituzionali: dobbiamo far capire a tutti che non ci possiamo rassegnare e accettare che, ad esempio, gli appalti truccati in sanità siano una regola, che per un esame diagnostico passino mesi e nel frattempo la gente muore, che un’amministrazione non è efficiente perché piegata a un apparato di potere. Tantissimi cittadini siciliani in occasione del referendum hanno espresso un voto che non era clientelare: nel 1981 Berlinguer aveva denunciato la degenerazione degli apparati di potere che alimentavano i i partiti, se adesso non rompiamo questo circolo vizioso non potremo più ottenere la fiducia dei cittadini. Invito le forze progressiste a combattere questa battaglia: la mozione di censura ad Amata sarà un primo passo rispetto a un’assunzione di responsabilità di una giunta che, se ha dignità politica, deve andare a casa e consentire ai siciliani di esprimersi nuovamente con il voto”.
Conte si è poi espresso sul ponte sullo stretto, sottolineando come “mi colpisce che se ne parli quando le infrastrutture in questa regione non funzionano ancora e che si sia chiesto di impiegare i Fondi di coesione: se questi fondi vengono dirottati su un progetto bocciato dalla Corte dei Conti si dà uno schiaffo a un’intera comunità”. L’ultimo aspetto affrontato riguarda le candidature nel campo progressista: il primo a scendere in campo è stato Ismaele La Vardera di Controcorrente (presente in sala), nei confronti del quale il leader del M5S evidenzia come la sua scelta “è legittima: quando ci siederemo intorno a un tavolo spero che tutti siano disponibili a non rimanere ancorati alla tutela del proprio interesse, personale o di partito, ma cerchino una sintesi per convergere sul candidato che offre più chance di vittoria”.
A rilanciare l’importanza della presenza di Conte a Palazzo dei Normanni è Antonino De Luca, capogruppo dei pentastellati all’Ars: “Viene qui perché ci sono problemi gravi sulla sanità con il governo nazionale che ha appena bocciato la rete ospedaliera, ci sono numerosi scandali che hanno interessato il centrodestra e Fratelli d’Italia, il governo nazionale non ha confermato i fondi del ciclone Harry, Niscemi sta franando e Meloni se ne frega”. Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S, evidenzia infine come “la Sicilia oggi ha bisogno di Conte, che negli ultimi mesi è venuto più volte e continuerà a essere presente. Stiamo vivendo un periodo di grandissima difficoltà se penso alla sanità e ai tanti giovani che vanno via: il risultato del referendum è un grido dei siciliani sul fatto che qualcosa deve cambiare e che bisogna andare una direzione completamente diversa rispetto agli ultimi dieci anni, dove qui in Sicilia di riforme vere non ne abbiamo viste, la popolazione continua a diminuire e ci sono problemi su tutti i settori importanti della regione. Il M5S già qualche mese fa, prima di depositare la mozione di sfiducia, aveva lanciato l’iniziativa di trovare 36 deputati dell’Ars che firmassero le dimissioni: che ci siano pure i tre deputati di Sud chiama nord in questa direzione è sicuramente una cosa migliore, ma dobbiamo arrivare sempre a 36”.
– Foto xd8/Italpress –
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