
FIRENZE (ITALPRESS) – “Indubbiamente noi sappiamo bene che l’Europa dipende oggi al 57% energeticamente da terzi e come tutti noi sappiamo l’indipendenza energetica è indipendenza politica, perché chiaramente se tu dipendi da un terzo ti condiziona a volte anche in altre scelte. Quindi sotto questo profilo è necessario che l’Europa metta a fuoco tutte quelle che possono essere le possibilità nel breve, nel medio e nel lungo periodo”. Lo ha detto il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, a margine di un convegno in svolgimento a Palazzo Vecchio a Firenze.
“Nel breve perché siamo di fronte, ovviamente, ad una crisi che rischia di determinare degli effetti anche su sociali oltre che economici molto importanti-ha aggiunto Foti-. E quindi una reazione serve. Serve ad esempio il mercato unico dell’energia in Europa, ma serve soprattutto intervenire sulle reti perché l’integrazione delle reti può essere una chiave che consente indubbiamente di recuperare il tempo perduto. Certo, le infrastrutture hanno dei costi”.
“Addirittura è stato previsto, ipotizzato che servirebbero 350-400 miliardi annui fino al 2030 e questi sono risorse che attualmente non ci sono, però penso anche che ci sono quasi 400 o 500 miliardi, a seconda delle stime, di capitali europei che ogni anno escono dall’Europa per essere investiti altrove. Allora, forse, se semplifichiamo le regole, se ci dotiamo di progetti infrastrutturali concreti e probabilmente anche un apporto del capitale privato può essere significativo” conclude.
– Foto IPA Agency –
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