
ROMA (ITALPRESS) – Alla luce dell’evoluzione del conflitto in Ucraina, fermamente condannato, la federcalcio polacca ha annunciato di non voler giocare in Russia (24-29 marzo) gli spareggi per i Mondiali di Qatar2022. “L’escalation militare che stiamo osservando è associata a gravi conseguenze e a una significativa riduzione del livello di sicurezza per le nostre rappresentanze e delegazioni ufficiali”, si legge in una nota della PZPN. La Polonia, assieme a Svezia e Repubblica Ceca, le altre protagoniste del play-off previsto in Russia, stanno lavorando per ottenere una risposta immediata da Fifa e Uefa e per presentare soluzioni alternative. “Questa è l’unica decisione corretta. Basta chiacchiere, è ora di agire”, ha scritto su Twitter il presidente della federcalcio polacca, Cezary Kulesza. “È la decisione giusta! Non riesco a immaginare di giocare una partita con la nazionale russa in una situazione in cui l’aggressione armata in Ucraina continua. I calciatori e i tifosi russi non sono responsabili di questo, ma non possiamo fingere che non stia succedendo nulla”. Così sempre su Twitter Robert Lewandowski, attaccante del Bayern Monaco e della nazionale polacca, commentando la decisione della federazione del suo paese di non disputare lo spareggio del prossimo 26 marzo per le qualificazioni ai Mondiali in Qatar contro i russi. Ad allinearsi alla decisione anche il centrocampista del Leeds Mateusz Klich: “Non è una scelta facile, ma nella vita ci sono cose più importanti del calcio. Il nostro pensiero va alla nazione ucraina e al nostro amico della nazionale, Tomasz Kedziora, che è ancora a Kiev con la sua famiglia”. Si è affidato ad un lungo e puntuale post su Instagram, invece, il portiere polacco della Juventus Wojciech Szczesny. “Mia moglie è nata in Ucraina, nelle vene di mio figlio scorre sangue ucraino, parte della nostra famiglia è ancora in Ucraina, molti dei miei lavoratori sono ucraini e sono tutte persone fantastiche. Vedere la sofferenza sui loro volti e la paura per il loro paese mi fa capire che non posso stare fermo e fingere che non sia successo niente – spiega l’estremo difensore -. Nel momento in cui Putin ha deciso di invadere l’Ucraina ha dichiarato guerra non solo all’Ucraina ma anche a tutti i valori che l’Europa rappresenta. Libertà, indipendenza e soprattutto pace”. Sul rinvio della gara Szczesny sottolinea che “anche se il mio cuore si spezza mentre scrivo, la mia coscienza non mi permette di giocare. Rappresentare il proprio paese è il più grande onore nella carriera di un calciatore, ma è pur sempre una scelta. Mi rifiuto di giocare contro giocatori che scelgono di rappresentare i valori e i principi della Russia. Mi rifiuto di stare in campo, indossando i colori del mio paese e ascoltando l’inno nazionale della Russia. Mi rifiuto di prendere parte ad uno sport che legittima le azioni del governo russo. So che il mio impatto potrebbe essere solo simbolico, ma invito Fifa e Uefa ad agire e ritenere la federazione russa responsabile delle loro azioni”.
(ITALPRESS).









