Estate, boom di presenze turistiche in Sardegna

GENTE NELLA SPIAGGIA DI SE'NA E SA'CHITA IN SARDEGNA (SANTA LUCIA - 2013-08-10, DUILIO PIAGGESI) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

CAGLIARI (ITALPRESS) – Non solo spiagge assolate, mare da favola, tradizioni, relax e divertimento. Alla base del boom di presenze turistiche che sta caratterizzando l’estate 2022 in Sardegna, ci sono anche due ingredienti fondamentali: l’offerta agrituristica e la qualità dei prodotti agroalimentari delle aziende isolane. Lo sostiene CIA Sardegna, che analizzando i numeri degli arrivi turistici nell’isola, secondo i dati diffusi dalla Regione e da Federalberghi ritornati finalmente ai livelli prepandemia, non può fare a meno di sottolineare il valore aggiunto che rappresentano i prodotti della tavola sarda per l’offerta Sardegna.
“Una proposta turistica eccellente non può prescindere dall’offerta di prodotti agroalimentari di alta qualità, e in Sardegna questo è possibile grazie al lavoro e all’impegno delle nostre aziende agricole e zootecniche, che anche quest’anno, nonostante le grosse difficoltà derivate dalle temperature molto elevate e dall’impennata dei costi di produzione, sono riuscite, come sempre, a mettere sul mercato prodotti con un elevato livello qualitativo, in costante miglioramento”, dichiara il direttore regionale di Cia Sardegna, Alessandro Vacca.
Visti i risultati fin qui raggiunti fra mille difficoltà e sottolineando l’importanza delle produzioni agricole di qualità per elevare sempre più lo standard dell’offerta turistica in Sardegna, la CIA rimarca la necessità di riportare al centro della discussione politica isolana le azioni a tutela e rilancio delle produzioni agricole e degli allevamenti sardi, anche in funzione delle mutate condizioni climatiche con cui ormai regolarmente si convive; dopo l’ondata di caldo, le violente precipitazioni registrate nella giornata di ieri, con danni a ortive, uliveti, vigneti e in taluni casi a serre e per le quali si stanno tutt’ora raccogliendo le stime dei danni, ne sono l’ultima drammatica testimonianza, e, sommate alle altre numerose difficoltà del comparto, rischiano sempre più di indebolire l’intero settore, con effetti nefasti sul sistema sociale ed economico della nostra isola.
(ITALPRESS)
-foto agenziafotogramma.it-

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