Centro Antoniano, a Milano quasi un terzo dei lavoratori a rischio povertà

MILANO (ITALPRESS) – Milano è la città con il reddito medio più alto d’Italia, eppure proprio nel capoluogo lombardo la povertà si fa sentire maggiormente. Canoni di locazione elevati e costo della vita alle stelle rendono difficoltoso arrivare a fine mese per un terzo dei lavoratori. Al Centro Sant’Antonio, in via Quadrio, si è tenuto l’incontro “I tanti volti della povertà: un dialogo sulle nuove fragilità sociali”, con la presenza di alcune realtà francescane della rete di Operazione Pane e la partecipazione di Caritas e Croce Rossa Italiana.

Al centro del confronto, l’aumento del costo della vita e i fattori che incidono sulle nuove forme di vulnerabilità sociale, dai conflitti al cambiamento climatico, che determinano nuovi volti del fenomeno: dai working poor alla cooling poverty. In vista della Giornata Mondiale dei Poveri, di domenica 15 novembre, l’incontro ha raccontato le trasformazioni della povertà e le azioni concrete che possono essere messe in atto dalle realtà del Terzo Settore. L’incontro ha dato voce alle diverse realtà del Terzo settore coinvolte che hanno offerto uno sguardo complementare sulle trasformazioni della povertà, attraverso le esperienze quotidiane maturate sul campo. A portare queste testimonianze sono stati Rocco Pezzullo, coordinatore dell’Unità Comunicazione e Fundraising di Caritas Italiana, fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano, Maurizio Bonomi, presidente del Comitato Regionale della Lombardia di Croce Rossa Italiana e fra Luca Volonté, responsabile del Centro Sant’Antonio di Milano.

La povertà non scompare quando diminuisce il numero di persone che chiedono aiuto: cambia aspetto, si intreccia con nuove fragilità, coinvolgendo anche chi ha un’occupazione. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio 2026 di “Operazione Pane”, secondo cui a Milano le persone singole supportate sono 398 (il 7% delle persone supportate dalla rete di Operazione Pane), un terzo in meno rispetto al 2025. A fronte di questa diminuzione, si registra una crescita significativa dei working poor (+65%), che rappresentano il 12% di tutti i lavoratori in difficoltà aiutati dalla rete di Operazione Pane a livello nazionale. A Milano, questa categoria costituisce oggi il 30% delle persone singole supportate, contro il 17% della media nazionale e il 12% dell’anno precedente. In aumento anche le situazioni di grave marginalità tra le persone singole che si rivolgono alla mensa francescana meneghina: il 56% è senza dimora, mentre il 33% ha più di 60 anni. A queste situazioni di difficoltà risponde innanzitutto il sostegno alimentare offerto dalla mensa francescana: nei primi otto mesi del 2026, la mensa di Milano ha garantito in media 82 pasti al giorno, per un totale di 2.132 al mese (+2,5% rispetto al 2025), con un valore donato pari a 8.528 euro al mese. L’impegno di Operazione Pane non si esaurisce però nella distribuzione dei pasti e si estende ad altri servizi di accoglienza e sostegno, per rispondere alle diverse difficoltà delle persone aiutate.

A Milano, tutti i singoli supportati hanno usufruito dello sportello di ascolto, rappresentando il 18% degli utenti di questo servizio a livello nazionale. Un’attività particolarmente importante di fronte a fragilità che non sono soltanto economiche e alimentari, ma che riguardano anche il benessere delle persone: il 6% dei singoli assistiti presenta infatti problematiche legate alla salute mentale. A queste si aggiungono le necessità legate alla cura e all’igiene personale, a cui risponde il servizio docce, utilizzato dal 31% delle persone assistite e fondamentale per garantire dignità anche nei periodi segnati da temperature elevate, come quelli che hanno caratterizzato l’estate 2026 o inverni particolarmente rigidi. A partire dai dati dell’Osservatorio presentati dagli enti del terzo settore, l’incontro, moderato da Stefano Arduini, direttore di Vita, ha approfondito le trasformazioni della povertà e le risposte necessarie per contrastare le nuove forme di vulnerabilità sociale. Chiara Lodi Rizzini, sociologa e ricercatrice, specializzata nello studio delle politiche sociali, del welfare e del contrasto alla povertà, ha offerto una lettura dei fattori che concorrono a determinare le condizioni di fragilità: “Pesano più crisi che si sommano: inflazione, conflitti in Ucraina, Medio Oriente, crisi climatica, impatto dell’intelligenza artificiale, trasformazioni delle famiglie e una crescente erosione della capacità fiscale e regolativa dello Stato”.

Il punto di vista del mondo dell’assistenza e della solidarietà è stato esaminato da Rocco Pezzullo: “Attraverso i dati e le testimonianze raccolte dalle Caritas diocesane, ci viene restituita la complessità delle povertà e il valore di uno sguardo capace di riconoscere, insieme ai bisogni, le risorse delle persone. Perché la sfida non è soltanto dare risposte alla povertà, ma trasformare le condizioni che la rendono persistente e restituire a ciascuno la possibilità di costruire il proprio futuro”.

Maurizio Bonomi ha ampliato la riflessione ponendo l’accento sul ruolo delle organizzazioni di soccorso e assistenza: “Quattro, in particolare, sono le dimensioni di vulnerabilità approfondite dalla Croce Rossa: la solitudine e l’isolamento degli anziani, le crescenti difficoltà economiche di molte famiglie, la povertà energetica e i rischi delle persone coinvolte in conflitti e migrazioni. Attraverso gli obiettivi e i risultati dei progetti realizzati, la Croce Rossa racconta il proprio impegno concreto nel contrasto alle nuove povertà”.

A chiudere l’incontro, fra Luca Volonté che ha raccontato l’esperienza quotidiana di accoglienza e sostegno alle persone con difficoltà. “La povertà assume forme diverse e coinvolge persone di ogni età e condizione: famiglie in difficoltà, giovani, anziani soli e donne con figli. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dell’emergenza abitativa, sono sempre più evidenti le fragilità di chi fatica a sostenere le spese quotidiane, talvolta pur avendo un lavoro.

Papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri afferma: “I poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane”. “Il nostro compito è costruire risposte concrete, che restituiscano dignità alle persone”, ha commentato Fra Giampaolo Cavalli.

Con “Operazione Pane”, la rete delle mense francescane e del terzo settore trasforma la solidarietà in un aiuto quotidiano, fatto di accoglienza, ascolto e attenzione ai bisogni di chi vive in povertà.

– Foto xu6/Italpress –

(ITALPRESS).

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