BEX, quando lo Spazio incontra davvero l’economia

di Andrea Colucci

RIMINI (ITALPRESS) – Ci sono manifestazioni che raccontano un settore e altre che provano a indicarne la direzione. BEX – Beyond Exploration Expo, che si è chiusa oggi alla Fiera di Rimini dopo tre giornate di lavori, appartiene alla seconda categoria. Alla sua prima edizione, l’expo-conference promossa da Italian Exhibition Group ha avuto il merito di mettere nello stesso spazio – scusate il gioco di parole, ma la tentazione era troppo forte – industria aerospaziale, imprese “terrestri”, istituzioni, ricerca, startup e investitori. È un segnale importante proprio in un momento in cui lo spazio sta uscendo definitivamente dalla dimensione quasi esclusiva delle grandi missioni scientifiche per diventare un elemento strutturale dell’economia e della competitività dei Paesi.
I numeri aiutano a capire la dimensione dell’esordio: 147 brand espositori, oltre 30 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi, 93 convegni e sessioni tecniche e 315 relatori, di cui 20 internazionali.

A questi dati si aggiungono 25 startup e PMI ospitate nell’Open Innovation District e una presenza istituzionale che ha coinvolto, tra gli altri, ASI, ESA, CNR, ENEA, Aeronautica Militare e Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Non sono soltanto numeri da fiera: raccontano la capacità di creare connessioni tra mondi che fino a pochi anni fa tendevano a procedere su binari separati. È esattamente questa convergenza – tra tecnologie spaziali e applicazioni per agrifood, salute, materiali, automotive, sport e manifattura – a rendere oggi credibile il concetto stesso di Space Economy.

In questo senso, la scelta di Italian Exhibition Group di investire su BEX con un orizzonte pluriennale appare coerente con una trasformazione ormai evidente. L’amministratore delegato Corrado Peraboni ha già indicato l’obiettivo di rafforzare dalla prossima edizione la componente internazionale.

E la presenza di Walter Villadei, astronauta dell’Aeronautica Militare e Ambassador della manifestazione, ha dato un volto immediatamente riconoscibile a un evento che ha voluto tenere insieme esplorazione, industria, divulgazione e opportunità di business.

Tra i molti appuntamenti, particolare rilievo ha avuto la tavola rotonda promossa dal CIRA sul tema della Space Law. Non è un argomento per soli giuristi. La crescita degli operatori privati, il moltiplicarsi dei satelliti e delle infrastrutture orbitali, il problema dei detriti, la sicurezza, le responsabilità e la sostenibilità rendono ormai le regole una parte integrante dello sviluppo tecnologico.

Il presidente del CIRA, Tommaso Edoardo Frosini, ha insistito proprio su questo punto: servono regole comuni, certe e capaci di accompagnare l’innovazione, senza trasformarsi in un ostacolo soprattutto per PMI e startup. È un tema destinato a diventare sempre più centrale anche nel confronto tra la legge italiana sullo spazio e il futuro quadro europeo.

Ma forse la sorpresa più interessante di BEX è arrivata da pochi chilometri di distanza. La Repubblica di San Marino ha mostrato un attivismo che difficilmente si sarebbe potuto prevedere con questa intensità. Non una presenza di rappresentanza, ma una strategia: normativa, industriale, finanziaria e formativa.

Nei giorni di BEX il Titano ha presentato il proprio percorso sulla Space Economy e ha formalizzato, con il Segretario di Stato per l’Industria Rossano Fabbri, l’adesione agli Artemis Accords, diventando il 74° Paese firmatario. Un passaggio, fimato alla presenza del Console Generale USA Joe Tordella e del responsabile NASA Europa, Gregory Mann, simbolico, ma anche politico e operativo, che segnala la volontà di entrare nei circuiti internazionali dello spazio con una propria identità.

L’interesse sammarinese non sembra fermarsi all’immagine. La prospettiva dichiarata è quella di costruire un ecosistema agile, capace di attrarre investimenti e integrare imprese locali nelle catene del valore aerospaziali, puntando anche su ricerca, competenze STEM, software, dati e servizi.

Un percorso sostenuto anche dal Segretario di Stato per il Lavoro e l’Innovazione Tecnologica Alessandro Bevitori, che a Rimini ha richiamato la necessità di un collegamento stabile tra ricerca e impresa. Per un piccolo Stato, la dimensione può diventare un limite; ma, se accompagnata da rapidità decisionale e specializzazione, può anche trasformarsi in un vantaggio.

Ed è forse proprio questa la fotografia più interessante che lascia la prima edizione di BEX: lo spazio non è più un settore per pochi grandi attori, né un orizzonte distante. È una piattaforma economica, tecnologica e normativa che sta allargando rapidamente i propri confini. Rimini ha provato a metterne attorno allo stesso tavolo industrie, ricerca e istituzioni. E, tra i protagonisti attesi, ha fatto emergere anche chi protagonista non sembrava destinato a esserlo. San Marino, almeno per questi tre giorni, ha dimostrato che nella nuova corsa allo spazio anche i “piccoli” possono scegliere di giocare una partita molto più grande.

– foto Andrea Colucci –

(ITALPRESS).

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