Becchetti “Imprese al lavoro nel digitale con nuovi canali”

LEONARDO BECCHETTI FESTIVAL NAZIONALE DELL'ECONOMIA CIVILE

“Si può votare col portafoglio e, con un click, premiare i produttori sostenibili del nostro Paese, i campioni nella capacità di coniugare qualità del prodotto e sostenibilità sociale e ambientale”. Così Leonardo Becchetti, economista, racconta l’esperienza di Gioosto, e-commerce nato con il sostegno della Fondazione con il Sud e che vende online prodotti provenienti da un’economia sostenibile. “Abbiamo iniziato a novembre – spiega Becchetti all’Italpress – con molta fatica. Veicoliamo i prodotti dell’economia carceraria italiana, della filiera della legalità, dell’agricoltura biologica e sociale. Ci siamo sentiti orgogliosi di poter aiutare queste imprese a raggiungere i cittadini”. La fase di emergenza coronavirus ha prodotto cambiamenti anche nell’e-commerce. “All’inizio, di fronte alla pandemia – racconta -, ci siamo bloccati, ma poi abbiamo capito che per Gioosto poteva diventare un’occasione perché potevamo aiutare i nostri partner a raggiungere i cittadini. Da quando è iniziato il lockdown, abbiamo aumentato le vendite del 300% perché l’online è diventato un canale importante. Abbiamo creato il servizio di spesa sospesa per persone in difficoltà, che viene veicolata attraverso la Caritas di Benevento, e abbiamo attivato servizi di spedizione gratuita per le persone più fragili”.

Anche le imprese sociali hanno dovuto far fronte alle difficoltà del momento. “Le imprese che hanno un’attività di creazione di valore economico possono continuare ad andare bene lavorando nel digitale, cioè aprendo nuovi canali commerciali. Tutto il mondo della ristorazione è bloccato ma le persone l’hanno sostituito con il cucinarsi a casa. Si vende di più alle famiglie e meno alla ristorazione. È importante avere aperto sbocchi commerciali diversi dal supermercato e dal negozio di quartiere, facilitando l’arrivo a casa dei prodotti”. (ITALPRESS) – (SEGUE). Per Becchetti, sono cambiate le abitudini di consumo: “Il ritorno alla ristorazione fuori da casa sarà molto graduale. C’è stato un cambiamento di consumi molto forte e il ritorno alla situazione precedente sarà molto lento. C’è tutto un mondo di terzo settore che non ha accesso diretto al mercato perché offre servizi. Per quello abbiamo fatto un appello importante per chiedere di attivare le 80 mila domande di servizio civile. Sarebbe una linfa fondamentale per il volontariato del nostro Paese. Poi anche l’accesso delle associazioni al prestito liquidità e l’erogazione dei Cinque per mille passati e l’anticipo dei nuovi”. Sulle misure già adottate, ha aggiunto: “Non c’è stata un’attenzione particolarmente forte al terzo settore, che è stata soprattutto rivolta alle imprese e alla persona. Una possibilità sono i fondi comunitari, che sono stati sbloccati e non hanno più bisogno di cofinanziamento e che dovrebbero essere un riferimento naturale per poter sostenere, attraverso anche l’erogazione a fondo perduto, gli enti di terzo settore, attorno a servizi pubblici importanti per il territorio”.

(ITALPRESS).

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