ROMA (ITALPRESS) – Trattativa lampo in sole tre riunioni per chiudere la parte economica del Ccnl 2025-2027 del comparto Istruzione e ricerca. Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, ha sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo con la firma unanime di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, aprendo per la prima volta la nuova tornata contrattuale nazionale.
“Come presidente dell’Aran sono molto soddisfatto di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complesso, che riguarda circa un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e ricerca è il primo contratto a essere firmato. È un risultato che misura la qualità del dialogo costruttivo instaurato con tutte le organizzazioni sindacali, che hanno firmato all’unanimità. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, rapidità e consenso”, dichiara Antonio Naddeo, presidente dell’Aran.
“L’unanimità non è un fatto casuale. È il frutto di un approccio che Aran persegue con convinzione: costruire relazioni sindacali solide significa investire nel dialogo anche, e soprattutto, quando le posizioni di partenza sono distanti. Questo contratto, il primo firmato nel comparto Istruzione e ricerca con la firma di tutte le organizzazioni sindacali, è anche un segnale importante per i tavoli che verranno”, aggiunge il presidente. “Ora l’Agenzia attende gli atti di indirizzo per le Funzioni locali e per la Sanità, così da convocare i sindacati”, conclude.
L’intesa riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). L’ipotesi di accordo è stata firmata all’unanimità dal presidente dell’Aran e dai rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto.
“Il negoziato si è chiuso in sole tre sessioni di lavoro, un risultato particolarmente significativo per un contratto di questa complessità e dimensione – sottolinea l’Aran -. Il Ccnl 2022-2024 dello stesso comparto era stato sottoscritto appena prima dello scorso Natale: l’avvio e la chiusura della nuova tornata in meno di quattro mesi confermano la volontà del Governo, dell’Aran e delle parti sindacali di assicurare continuità e tempestività alla contrattazione collettiva pubblica”.
L’Aran sottolinea inoltre che, per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche, il contratto del comparto Istruzione e ricerca precede nella firma quello del comparto Funzioni centrali, tradizionalmente il primo a essere sottoscritto all’avvio di ogni tornata. Un cambio di passo che testimonia la maturità raggiunta da questo tavolo negoziale.
L’accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranche annuali – 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027 – comprensive dell’anticipazione Ipca già corrisposta ai sensi dell’articolo 47-bis, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001.
A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto è pari a 137 euro lordi per 13 mensilità; per il personale docente della scuola l’aumento medio sale a 143 euro lordi per 13 mensilità. Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi – 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 – il comparto registra aumenti strutturali senza precedenti: 395 euro per 13 mensilità come media di comparto e 412 euro per 13 mensilità per il personale docente.
Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la quota di incremento non ancora corrisposta. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1.250 euro.
Per l’ipotesi di accordo si avvia ora l’iter previsto dalla normativa: verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, passaggi governativi e certificazione della Corte dei conti. Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere sottoscritto in via definitiva e acquistare efficacia giuridica.
Nel frattempo, Aran convocherà a breve il tavolo negoziale per proseguire, senza soluzione di continuità, la trattativa sulla parte normativa del Ccnl 2025-2027: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e tutti gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto.
Inoltre sarà disciplinata la tutela legale del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro. Parallelamente, per quanto riguarda gli altri comparti, le Funzioni centrali sono già al tavolo; per le Funzioni locali si attende l’atto di indirizzo per la convocazione immediata; seguirà quindi il tavolo della Sanità.
ZANGRILLO “TRE RINNOVI DI CONTRATTO IN TRE ANNI”
“Quello che avevamo promesso abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l’ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo firmato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in merito alla firma di oggi all’Aran del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2025/27, contratto firmato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria, inclusa la Cgil. “Abbiamo garantito così con i tre rinnovi un incremento complessivo superiore al 16 per cento per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto. Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi. E lo dimostra il fatto che abbiamo già stanziato le risorse per il prossimo triennio 2028/30”, conclude Zangrillo.
VALDITARA “RISULTATO STORICO”
“Grazie alla firma oggi da parte di sindacati ed Aran della parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA. “Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. Ho richiesto l’anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari – afferma in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara -. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell’Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024. Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola”.
-Foto ufficio stampa Aran-
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