AL SUD +6,1% RACCOLTA CARTA, MA SERVE MIGLIORARE QUALITÀ

Nel 2017 il Mezzogiorno ha compiuto un balzo (+6,1%) nella raccolta di carta e cartone, che ha portato ad una crescita dell’1,6% del dato medio nazionale”. Il dato è emerso durante il XXIII rapporto annuale di Comieco, organizzato con la Regione Campania, e presentato stamane a Napoli. Con quasi 183 mila tonnellate di materiale raccolto la Campania nel 2017 ha registrato un aumento dello 0,6%. Rispetto al 2016 il Mezzogiorno è cresciuto di oltre 6 punti percentuali.

“La Campania – dice Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco – si rivela strategica nello sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone. Bene la raccolta che arriva dalle famiglie, il cosiddetto porta a porta. Ciò significa che nelle casse dei comuni campani entreranno circa 5 milioni di euro, che sono i corrispettivi che Comieco riconosce”.

“Ci sono ovviamente dei problemi: il più importante – spiega Montalbetti – è dato dalla qualità. Mediamente se escludiamo Benevento, che è maglia rosa per raccolta quantitativa e qualitativa, le altre aree sono messe male. Generalmente per la raccolta presso le famiglie la presenza di materiali estranei è intorno al 9%. Tutto questo comporta dei costi importanti per la selezione del materiale e dei danni economici per i Comuni, perchè le fasce qualitative diventano peggiori e ciò si traduce in un mancato incasso di circa 400 mila euro complessivi. Su questo aspetto dobbiamo lavorare molto”.

Dai dati emerge anche che nel 2017 la raccolta di carta e cartone al Nord è scesa dello 0,1%. “Il Nord – spiega Montalbetti – ormai è stabilizzato, dopo i progressi fatti negli ultimi decenni pensiamo sia arrivato al punto più alto. Tuttavia dobbiamo registrare un forte cambiamento. Nelle aree metropolitane, penso a Milano, sta crescendo molto la presenza dell’imballaggio e questo è legato agli acquisti online. Un cambiamento che penso ritroveremo rapidamente in altre parti del Paese”.

Ritornando alla realtà della Campania, aggiunge: “E’ indispensabile che ci sia il pieno sviluppo e dispiegamento degli Ato, perchè rappresentano gli organi di governo territoriale, che possono mettere a sistema la rete della raccolta in modo da creare delle sinergie tra i Comuni e le società che gestiscono per conto dei Comuni la raccolta. L’altra grande questione sono le piattaforme. La Campania con questa serie sciagurata di incendi lo scorso anno ha perso il 25% di capacità impiantistica, per cui bisogna rapidamente recuperare questo gap. Dal punto di vista consortile vi è la massima disponibilità con la Regione, per immaginare un vero e proprio piano di ammodernamento e sviluppo delle piattaforme campane”.

In Campania tuttavia non mancano casi virtuosi, con 52 Comuni, entrati nel ‘Club Comuni EcoCampioni di Comieco’, che si sono distinti per gli ottimi risultati nella raccolta di carta e cartone. “Nonostante queste realtà positive – dice Amelio Cecchini, presidente di Comieco – la qualità della raccolta resta la vera scommessa futura, che a Napoli è un pò calata. In un momento in cui l’export, in particolare verso Cina che ha bloccato i ritiri per tutto quello che dovesse essere sopra lo 0,5% di impurità, i flussi si bloccano e si creano problemi di stoccaggio. E’ necessario quindi fare più attenzione”.

Per Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania, con delega all’Ambiente, “la qualità della raccolta differenziata costituisce un tassello fondamentale. La sfida – afferma – è creare una sinergia efficace tra pubblico e privato e migliorare la rete impiantistica. La collaborazione con Comieco e gli altri consorzi resta indispensabile per la Regione e i Comuni per raggiungere risultati sempre maggiori”.