
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha validato lo scorso 29 settembre le previsioni macroeconomiche tendenziali del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) 2026, a conclusione di una procedura di confronto con il Mef nell’arco delle ultime settimane. L’UPB ha valutato che nel complesso le stime delle principali variabili del quadro macroeconomico tendenziale del DFPF 2026 non presentano scostamenti significativi rispetto a un intervallo accettabile, sebbene in alcuni casi le previsioni si collochino sull’estremo superiore o appena oltre le stime del panel UPB.
In particolare: nel 2026-27 la crescita del PIL reale si mantiene per due decimi di punto percentuale al di sotto dell’estremo superiore definito dal panel UPB e si allinea ai valori mediani, mentre nel biennio 2028-29 eccede marginalmente il limite superiore, per 0,1 punti percentuali l’anno; La crescita cumulata sull’intero orizzonte 2026-29, pari al 3,2%, è sostanzialmente coerente con le attese, superando solo lievemente (0,2 punti percentuali) le stime del panel.
La variazione del PIL nominale – variabile direttamente rilevante per la finanza pubblica – è plausibile, situandosi in prossimità della mediana del panel e allineata alle attese dell’UPB; L’incremento cumulato del PIL nominale rientra nell’intervallo di valutazione, attestandosi poco sopra la mediana delle attese del panel. Tali stime sono effettuate in uno scenario internazionale fragile e instabile, per cui le condizioni macroeconomiche potrebbero cambiare anche significativamente e in un breve lasso di tempo. I principali fattori di rischio sono individuabili in quattro ambiti: le tensioni geopolitiche, le guerre e il protezionismo, maggiori fonti di incertezza con effetti sull’economia di difficile quantificazione; la dinamica degli investimenti, su cui gravano fattori di rischio connessi con l’evoluzione del quadro internazionale ma anche nazionale, quest’ultimo caratterizzato dalle incertezze sulla accumulazione di capitale pubblico dopo la conclusione del PNRR.
La volatilità dei mercati e le politiche monetarie: viste anche le attuali tensioni sui mercati obbligazionari e le restrizioni monetarie recentemente adottate dalla FED, nel medio termine non si può escludere un aumento dell’avversione al rischio degli operatori, che si trasmetterebbe sui prezzi dei titoli sovrani dei paesi ad alto debito, tra cui l’Italia; il rischio climatico e ambientale, da considerarsi ormai elemento strutturale di vulnerabilità: la crescente frequenza e intensità di eventi meteorologici estremi causato dal riscaldamento globale ha impatti diretti sull’attività economica, sui prezzi e sui bilanci pubblici. L’UPB procederà a valutare anche il quadro macroeconomico programmatico del DPFP, che incorpora gli effetti dell’aggiustamento di bilancio, comunicando l’esito durante la prossima audizione parlamentare relativa al Documento stesso.
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