di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Prima di entrare nel canone dei grandi musei internazionali, l’Arte Povera si definì anche sulla pagina stampata, attraverso riviste d’avanguardia, libri d’artista, cataloghi e testi teorici. È questa dimensione meno conosciuta del movimento italiano che Magazzino Italian Art porta al MoMA PS1 di New York con “Arte Povera: Medium and Message”, mostra bibliografica presentata nell’ambito della NY Art Book Fair di Printed Matter e visitabile fino al 27 settembre. La mostra è curata da Nicola Lucchi, direttore di Magazzino Italian Art.
L’esposizione attinge alle collezioni archivistiche del Research Center di Magazzino e riunisce rare pubblicazioni legate ad alcuni dei protagonisti dell’Arte Povera. L’obiettivo è mostrare come la carta stampata non sia stata soltanto uno strumento per documentare il movimento, ma uno dei luoghi nei quali venne definito, discusso e fatto circolare internazionalmente.
Coniato dal critico Germano Celant nel 1967, il termine Arte Povera identificò una costellazione di artisti italiani, più che uno stile unitario, accomunati dalla ricerca sul rapporto tra processi naturali e modernità industriale attraverso materiali organici e industriali, linguaggio, azione ed energia. Libri, riviste e cataloghi diventarono veri laboratori nei quali artisti, critici, curatori, galleristi ed editori potevano confrontarsi e superare i confini nazionali.
Tra i materiali esposti figurano prime edizioni di testi fondamentali come Art Povera: Conceptual, Actual or Impossible Art? di Celant, Autoritratto di Carla Lonzi, Il territorio magico di Achille Bonito Oliva e Il corpo come linguaggio di Lea Vergine, insieme a riviste d’avanguardia come Bit: Arte oggi in Italia e La Città di Riga.
La mostra ricostruisce anche un importante capitolo americano dell’Arte Povera: da Young Italians, curata da Alan Solomon al Jewish Museum di New York, fino a The Knot: Arte Povera at P.S.1 del 1985, prima mostra museale negli Stati Uniti a presentare retrospettivamente l’Arte Povera come movimento storico. Un legame con New York che rende particolarmente significativa la presenza oggi della mostra di Magazzino proprio al MoMA PS1. Tra i libri d’artista esposti figurano lavori di Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone e Michelangelo Pistoletto.
La partecipazione alla fiera offre inoltre a Magazzino l’occasione per presentare la propria produzione editoriale e il lavoro del suo Research Center di Cold Spring, che conserva oltre 5.000 volumi dedicati all’arte italiana del secondo dopoguerra e contemporanea, al design, all’architettura e al vetro di Murano, con una particolare concentrazione sull’Arte Povera.
L’edizione 2026 segna il ventesimo anniversario della NY Art Book Fair di Printed Matter, aperta al pubblico al MoMA PS1 nel Queens dal 25 al 27 settembre, dopo la serata inaugurale del 24 settembre.
– foto Magazzino Italian Art –
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