KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Nel 35° anniversario dell’indipendenza, dopo 1.643 giorni di guerra su vasta scala, Volodymyr Zelensky consegna agli ucraini un messaggio che intreccia identità nazionale, potenza militare e condizioni per la pace. Putin, sostiene il presidente, ha commesso un errore fondamentale: “Il nemico ha contato le nostre risorse, le scorte, gli equipaggiamenti, ma non ha considerato ciò che era essenziale: le persone”.
Ringraziando i militari che hanno difeso Kyiv, liberato territori nelle regioni di Kharkiv e Kherson e continuano a tenere il Donbass, Zelensky li definisce “il miglior esercito d’Europa”. L’indipendenza, nella sua lettura, si misura ormai anche nella capacità industriale: la difesa ucraina è “un gigante che forgia l’indipendenza 24 ore su 24”, con decine di migliaia di sistemi robotici terrestri, droni navali, strike a medio raggio contro la logistica russa e capacità long-range dirette a colpirne le entrate.
“Migliaia dei nostri attacchi in profondità sono già stati visti da Mosca, Tuapse, Tula, Ryazan, Olenya, Omsk”, afferma. Sul fronte della difesa aerea rivendica l’abbattimento di oltre il 90% degli Shahed e indica come prossima priorità una risposta di massa ai nuovi droni a reazione e ai missili balistici.
Ma il passaggio politico più netto riguarda i territori: “Non permetteremo loro di prendere l’iniziativa e ingannare l’Europa e il mondo facendo credere che basti rinunciare al Donbass e tutto finirà presto”. “La Russia non vuole la pace. Vuole la mobilitazione”, aggiunge, chiedendo di rafforzare ulteriormente le Forze armate. A
gli alleati Zelensky rivolge quindi un appello senza mediazioni: “Non vi chiediamo di combattere per noi. Date all’Ucraina tutto ciò che serve per fermare questa guerra”. Chiede sanzioni capaci di costringere Mosca al tavolo negoziale, un’Europa “unita, ambiziosa e coraggiosa” e sollecita Pechino: “La Cina non deve più restare in silenzio”. La conclusione condensa la linea di Kyiv: “L’Ucraina vuole assolutamente la pace, ma non è pronta semplicemente ad arrendersi”.
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