Cateno De Luca “Sì alle primarie, servirebbero a tutte le coalizioni”

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Quattro liste, un progetto politico che punta a una Sicilia “autonomista, civica e progressista” e la disponibilità a confrontarsi con il cosiddetto campo largo, anche attraverso eventuali primarie. È questa la strategia delineata da Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, in un’intervista all’Italpress nella quale fa il punto sul percorso verso le prossime elezioni regionali e sul possibile confronto con le forze alternative al centrodestra.

“Stiamo lavorando alla costruzione di quattro liste”, spiega De Luca. Le prime due saranno “De Luca sindaco di Sicilia” e “Sud chiama Nord”, entrambe senza deputati uscenti, con l’obiettivo dichiarato di puntare “a un radicale rinnovamento”. A queste si aggiungerà “Liberi e forti”, lista destinata a raccogliere le forze politiche minori e anche deputati uscenti di altri schieramenti che condividano il modello di Sicilia proposto da De Luca. La quarta lista sarà invece dedicata agli under 35, con l’obiettivo di coinvolgere giovani candidati e renderli protagonisti della competizione elettorale.

Il progetto politico viene definito dal sindaco di Taormina attraverso tre parole chiave: autonomista, civica e progressista. “Autonomista – spiega – significa una Sicilia libera dalla schiavitù politica e gestionale romanocentrica, che ridimensioni l’ascarismo dei rappresentanti siciliani al Parlamento italiano”. Civica perché deve mettere al centro autonomie locali, corpi intermedi e civismo municipale. Progressista perché, secondo De Luca, occorre “frantumare l’oligarchia stagnante” di politici, lobbisti e burocrati che avrebbero imposto al sistema Sicilia “il pizzo legalizzato”.

Ma De Luca guarda anche oltre la Sicilia. Il prossimo appuntamento elettorale, sostiene, potrebbe riguardare contemporaneamente elezioni regionali e nazionali. “Ormai è evidente che si voterà in contemporanea”, afferma, indicando come ipotesi più credibile domenica 11 aprile. In quest’ottica, Sud chiama Nord è al lavoro con altri movimenti civici e regionali. “Stiamo ragionando con tanti colleghi sindaci – dice De Luca – per presentare una lista in tutti i collegi d’Italia che possa rappresentare il buon governo dei territori, valorizzare il ruolo strategico dei sindaci e portare avanti una progettualità di ispirazione sturziana”.

Sul possibile dialogo con le forze alternative al centrodestra, De Luca ribadisce la propria disponibilità. “Noi siamo pronti a confrontarci su un programma”, sottolinea, ricordando che il 18 luglio, al Politeama, sono stati illustrati dieci punti strategici sui quali costruire un programma di governo. Secondo il leader di Sud chiama Nord, però, finora non sarebbero arrivate aperture concrete dalle altre forze politiche, né di centrodestra né di centrosinistra. “Tutto si arena sul nome del candidato alla Presidenza della Regione”, afferma.

Per De Luca serve invece un approccio “postideologico e pragmatico”. “La Sicilia così non va – sostiene – perché non bastano i dati riferiti al rating per misurare lo stato di salute della nostra Isola. Quello che fa realmente la differenza è la qualità della vita”. Da qui la sua idea di “Sindaco di Sicilia”, un modello nel quale il presidente della Regione dovrebbe operare al fianco dei 391 sindaci siciliani. “Non un governatore, ma un sindaco che lavori al fianco di tutti i 391 sindaci siciliani”, precisa, richiamando ancora una volta quella che definisce “visione sturziana”.

Quanto alle modalità per individuare il candidato alla Presidenza della Regione, De Luca non esclude le primarie. Sono favorevole a tutte le soluzioni che portino, attraverso un confronto dal basso, a individuare il soggetto con le caratteristiche migliori per interpretare un progetto di Governo di Liberazione”, dice. E alla domanda sulla possibilità di partecipare alle primarie del campo largo, risponde senza esitazioni: “Non ho alcuna preclusione nel candidarmi”.

E aggiunge: “Le primarie servirebbero a tutte le coalizioni, sono uno strumento di grande democrazia. Anzi, perché il centrodestra non si attrezza per fare le primarie? Io, dove c’è democrazia e la scelta parte dal basso, ci sarò sempre. Le imposizioni dei salotti romani e le decisioni prese in provetta le ho sempre considerate l’oppio della democrazia. Un sistema del quale, fino a oggi, hanno approfittato tanto la destra quanto la sinistra.” “Quando saranno indette – aggiunge – io mi prenoterò per confrontarmi con tutti, anche con il cosiddetto campo largo”.

De Luca, però, avverte che un eventuale percorso chiuso e autoreferenziale rischierebbe di compromettere ogni possibilità di dialogo. “Se il campo largo decidesse di chiudersi in una strategia autoreferenziale, come sta facendo con sedute spiritiche alle quali partecipano soggetti selezionati non si sa in base a quale criterio, allora è ovvio che da campo largo si trasformerà in camposanto”.

Una critica netta al metodo utilizzato finora. “Non entro nel merito delle vere ragioni, ma se questo è il metodo significa che non ci sono le condizioni per sedersi a ragionare neanche sugli elementi programmatici. Il metodo diventa fondamentale – conclude – e io non adoro le scelte fatte in provetta nelle segreterie romane”.

-Foto ufficio stampa Sud chiama Nord-

(ITALPRESS).

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