Alpi sempre più calde, ghiacciai a rischio tra fusione e siccità
ROMA (ITALPRESS) - Le Alpi italiane soffrono sempre di più gli effetti della crisi climatica. Temperature ben al di sopra della media, siccità e scarso innevamento stanno accelerando la fusione dei ghiacciai, rendendo sempre più fragile l'alta quota. Secondo Legambiente, sull'intero arco alpino le anomalie termiche raggiungono valori compresi tra i 2 e i 4 gradi oltre la media climatica, mentre lo zero termico si mantiene stabilmente tra i 4.800 e i 5.000 metri, favorendo una rapida scomparsa della neve residua. Tra le situazioni più critiche ci sono il Monte Bianco, la Marmolada e l'Adamello. Proprio quest'ultimo, il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane, ha visto accelerare il proprio ritiro negli ultimi anni, perdendo centinaia di metri di fronte glaciale e milioni di metri cubi d'acqua. Per richiamare l'attenzione sul fenomeno, Legambiente ha organizzato un flash mob sull'Adamello, lanciando un appello per una governance europea dei ghiacciai e chiedendo che vengano riconosciuti come beni comuni da tutelare. L'associazione sollecita inoltre il Governo a finanziare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ricordando che la salvaguardia dei ghiacciai non riguarda soltanto la montagna, ma anche le risorse idriche, gli ecosistemi e la sicurezza delle comunità che vivono a valle.
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(Fonte video: archivio Legambiente)

