BOLOGNA (ITALPRESS) – “La nostra democrazia vive attraverso la partecipazione pacifica delle persone. Per questo motivo noi siamo scesi in piazza, abbiamo fatto cortei, di fronte alle tante ferite che Bologna ha avuto, anche nella nostra storia recente”. Così il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intervenendo oggi in Consiglio comunale. “Lo abbiamo fatto per Fakir, chiedendo alla città di partecipare in modo non violento, per essere accanto alla famiglia e abbiamo deciso di farlo dando voce alle vittime, alla nipote in particolare, non alla politica o ai rappresentanti delle istituzioni. L’abbiamo fatto in una piazza piena di migliaia di persone. Ecco perché io ritengo sia stato giusto andare ad un presidio e partecipare ad un presidio come hanno fatto tantissimi bolognesi”.
“Un presidio democratico, non violento, non è un presidio contro la Polizia di Stato, proprio perché, come ci ha ricordato il nostro Cardinale Matteo Zuppi, è importante ed è di interesse primo anche della stessa Polizia di Stato sapere che cosa è successo al Pilastro. È interesse delle istituzioni sanitarie del nostro territorio sapere che cosa è successo”, ha aggiunto.
“Ritengo molto strumentale che si descriva la nostra città in un modo diverso dalla sua reale identità, dal suo forte spirito democratico. Chi lo fa non conosce Bologna o forse ritiene che disprezzarla sia molto più importante che accompagnarla a scoprire verità e giustizia”. “Il nostro compito non è quello di decidere chi eventualmente ha commesso un reato quel giorno al Pilastro” ma “di essere accanto alle vittime, di chiedere che ci siano tutti gli approfondimenti del caso”, per “avere verità e giustizia in tempi umani”, conclude il sindaco, “Spero davvero che d’ora in poi la tensione su quanto è accaduto si abbassi, che le dichiarazioni dei rappresentanti delle istituzioni siano convergenti”.
– foto IPA Agency –
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