ROMA (ITALPRESS) – La scherma mondiale a Roma per un incontro internazionale sull’inclusione. Si terrà venerdì 27 marzo 2026, a partire dalle ore 15.30, presso il Belstay Hotel Roma Aurelia, la tavola rotonda “Fencing for All” promossa dalla Federazione Italiana Scherma in collaborazione con la Fie. L’incontro voluto dal presidente federale Luigi Mazzone, alla presenza dei rappresentanti della Federazione Internazionale di Scherma e di diverse altre Federazioni nazionali che hanno risposto all’invito, sarà l’occasione per lanciare in tutto il mondo il progetto “Fencing for All” realizzato dalla Fis e presentato lo scorso luglio – durante il Mondiale di Tbilisi – alla Fie, che vi ha aderito con entusiasmo e convinzione. Ne sarà testimonianza la presenza a Roma – tra gli altri – della segretaria generale della Federazione Internazionale di Scherma, Gulnora Saidova, e del presidente della Confederazione Europea, Pascal Tesch. L’Italia è capofila di un’iniziativa già avviata sul territorio nazionale e che ha vissuto lo scorso 1° marzo la prima tappa agonistica proprio a Roma, presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa.
“Fencing for All” è una grande sfida scientifica e culturale che si realizza in una competizione speciale, simbolo di un grande percorso di agonismo e inclusione sulle pedane della scherma italiana: una gara a squadre miste di spada in cui si confrontano, insieme, atleti olimpici neurotipici e autistici o con disabilità intellettiva. La kermesse, che vivrà l’evento finale con il secondo appuntamento il prossimo 17 maggio a Milano, nella prima prova di Roma ha registrato la partecipazione di ben 15 formazioni provenienti da tutta Italia. In ciascun team – spiega la Fis – era presente almeno uno spadista con autismo (o disabilità intellettiva) nel solco del progetto che la Federazione Italiana Scherma porta avanti per promuovere sempre più l’integrazione nelle proprie sale. Forte di alcune caratteristiche peculiari, che ne fanno uno sport di relazione in cui avversario e segnalazioni sonore e luminose accentuano il livello dell’attenzione dei tiratori in pedana, la scherma è riconosciuta come una delle discipline più funzionali all’attività sportiva per atleti autistici e con disabilità intellettive.
“Un impegno che ha proprio nel presidente federale Luigi Mazzone, professore ordinario e direttore di Neuropsichiatria Infantile presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, il referente di un gruppo di lavoro che ha avviato un percorso formativo per fornire le nozioni fondamentali finalizzate all’accoglienza in sala e all’avviamento verso la pratica schermistica di atleti affetti da disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva e sindrome di Down – sottolinea una nota della Federazione –. Un lavoro importante, che vede la famiglia della scherma italiana ‘in pedana’ per una delle sfide più affascinanti e significative sul tema dell’inclusione, proprio nel 2026 in cui la Fis raggiunge il 15° anno di attività integrata tra settore olimpico e paralimpico (iniziato con la scherma in carrozzina e rafforzato dal movimento non vedenti). Lungo questo percorso, importantissima sarà la tavola rotonda di venerdì 27 marzo, con ospiti del mondo istituzionale e della comunità scientifica che declineranno il progetto in chiave internazionale. Al termine del pomeriggio di lavori – che si dipaneranno tra relazioni, dibattiti e confronti per dare alla luce nuove proposte – si terrà un match/esibizione di spada inclusiva tra le rappresentative di Italia e Danimarca”.
– foto ufficio stampa Federscherma –
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