Salgono a 22 i Paesi impegnati per la sicurezza nello Stretto di Hormuz

Mandatory Credit: Photo by Hindustan Times/Shutterstock (16761422g) The Liberia-flagged crude oil tanker Shenlong Suezmax successfully docked at Mumbai Port after navigating the high-risk Strait of Hormuz amid the intensifying West Asia conflict on March 11, 2026 in Mumbai, India. The vessel, which arrived from Saudi Arabia's Ras Tanura port, is the first India-bound tanker to pierce the de facto maritime blockade following recent military strikes involving the U.S., Israel, and Iran. Oil Tanker Shenlong Reaches India Via Strait Of Hormuz Amid Tensions, Mumbai, Maharashtra - 11 Mar 2026

ROMA (ITALPRESS) – Sono arrivati a 22 i Paesi che hanno aderito alla dichiarazione congiunta per garantire il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. Nel testo, diffuso dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi, si legge: “Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto e chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e tutti gli altri tentativi di ostacolare la navigazione commerciale nello Stretto, e di conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il diritto del mare è inviolabile e gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone di tutto il mondo, in particolare sui più vulnerabili”.

“In conformità con la risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo la cessazione immediata e completa degli attacchi contro le infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e del gas. Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto e accogliamo con favore l’impegno degli Stati coinvolti nella pianificazione preparatoria a tal fine. Accogliamo inoltre con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare il rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio e adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, anche collaborando con alcuni paesi produttori per aumentarne la produzione. Ci impegneremo inoltre a fornire sostegno ai paesi più colpiti, anche attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali. La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutte le nazioni e invitiamo la comunità internazionale a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali di prosperità e sicurezza internazionali”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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