LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – La crescita economica di Malta, trainata principalmente dall’aumento della forza lavoro, si sta avvicinando ai suoi limiti strutturali. È quanto emerge dall’ultima valutazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che pur lodando la solida performance recente del Paese invita le autorità a compiere una svolta strategica verso uno sviluppo basato sulla produttività.
Secondo il Fondo, l’attuale modello, fortemente dipendente dall’espansione dell’offerta di lavoro, anche attraverso l’afflusso di lavoratori stranieri, sta esercitando una pressione crescente su infrastrutture, servizi pubblici e mercato immobiliare. L’elevata densità abitativa rappresenta un vincolo cruciale: Malta registra una densità di popolazione circa 15 volte superiore alla media dell’Unione europea, rendendo insostenibile nel lungo periodo un’ulteriore espansione fondata prevalentemente sulla crescita demografica.
L’FMI sottolinea quindi la necessità di una “svolta strategica” verso una crescita guidata dalla produttività, per garantire la sostenibilità economica nel medio-lungo termine. Sul fronte delle finanze pubbliche, il Fondo rileva progressi significativi.
Il disavanzo di bilancio è sceso dal 4,4% del PIL nel 2023 a una stima del 3,2% nel 2025, con l’obiettivo dichiarato dalle autorità di ridurlo ulteriormente al 2,6% entro il 2026. Il debito pubblico si mantiene stabile e su livelli considerati sostenibili, attorno al 47% del PIL.
Tuttavia, l’FMI raccomanda di eliminare gradualmente i sussidi energetici generalizzati, che nel 2025 dovrebbero pesare per circa lo 0,8% del PIL. Le risorse liberate potrebbero essere destinate a investimenti infrastrutturali e alla transizione verde. Il sistema bancario maltese viene descritto come resiliente, con adeguati livelli di capitale e liquidità.
Ciononostante, il Fondo invita a monitorare con attenzione l’elevata esposizione delle banche al settore immobiliare: i prestiti a costruzioni e attività legate al settore immobiliare rappresentano circa il 72% del credito al settore privato. Persistono inoltre colli di bottiglia strutturali che pesano sul contesto imprenditoriale, in particolare nel mercato del lavoro e nel sistema giudiziario.
Le carenze di manodopera sono acute: il 68% delle imprese dei servizi segnala difficoltà nel reperire personale, contro una media UE del 24%. L’FMI sollecita quindi una politica migratoria più mirata e basata sulle competenze, accompagnata da un rafforzamento dei programmi di riqualificazione e formazione della forza lavoro locale.
Pur mantenendo una valutazione complessivamente positiva delle prospettive economiche, il Fondo avverte che persistono rischi al ribasso legati alle tensioni geopolitiche e ai conflitti regionali. Eventuali shock sul commercio o nuovi rialzi dei prezzi dell’energia potrebbero colpire in modo significativo l’economia maltese, fortemente aperta agli scambi internazionali.
-Foto IPA Agency-
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