ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei Ministri all’accordo che completa il contratto nazionale per il nuovo profilo professionale del tecnologo a tempo indeterminato nelle università, definendone nel dettaglio regole e trattamento economico. Il provvedimento dà piena attuazione alla figura del tecnologo a tempo indeterminato introdotta dal decreto-legge n. 36 del 2022, e ne definisce la disciplina del rapporto di lavoro e il trattamento economico. Tale profilo professionale rappresenta un’assoluta novità nel panorama universitario e si pone come figura di raccordo tra università e ricerca. I suoi compiti riguardano il supporto e il coordinamento delle attività scientifiche, la promozione del processo di trasferimento tecnologico, la progettazione e la gestione delle infrastrutture tecnologiche, nonché la tutela della proprietà industriale.
L’accordo contrattuale prevede un orario di lavoro flessibile connesso agli obiettivi scientifici, la possibilità di svolgere attività di docenza e divulgazione entro un limite massimo annuo di ore, una struttura retributiva e un percorso di crescita professionale fondati sull’anzianità di servizio e sulla valutazione delle performance. È inoltre prevista una clausola di salvaguardia per il personale già in servizio con analoghe funzioni.
Dice Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione: “La sequenza contrattuale decisa oggi in Consiglio dei Ministri conferma la volontà di questo Governo di valorizzare quelle figure professionali capaci di contribuire allo sviluppo di conoscenza in una società in continua evoluzione. E il profilo del tecnologo rappresenta un’altra conferma di come Pubblica amministrazione e Università riescano a essere sempre connesse a imprese e cittadini”.
“La figura del tecnologo a tempo indeterminato rafforza la capacità degli atenei di integrare ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Inoltre valorizza professionalità che svolgono un ruolo essenziale nel trasformare i risultati della ricerca in applicazioni, servizi e opportunità per il sistema produttivo e la società. Questo intervento rappresenta un investimento strutturale sulle infrastrutture e sulle competenze contribuendo a rendere il sistema universitario più moderno e competitivo”, commenta il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
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