ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta, a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026. Protagonisti dell’Anno Accademico sono stati 275 Commissari, la metà dei quali donne, impegnati in un percorso formativo di livello post-universitario che ha integrato preparazione giuridica, manageriale e tecnico-operativa e che li condurrà a ricoprire ruoli dirigenziali fino alle più alte cariche di Autorità provinciale di pubblica sicurezza.
L’apertura dell’Anno Accademico ha segnato l’avvio della formazione dei frequentatori del 113° corso bis e del 114° corso per Commissari della Polizia di Stato, con il Master in “Organizzazione, management pubblico e leadership nella Pubblica Sicurezza”, affidato alla Luiss School of Government. Nel corso dell’evento si è svolto un dibattito sul tema “La percezione di sicurezza dei cittadini tra il diritto alla privacy, la presunzione di innocenza e il diritto all’informazione”, al quale hanno partecipato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione, Pietro Gaeta, e il Direttore dell’Istituto demoscopico “Notosondaggi”, Antonio Noto.
Il dibattito è stato moderato da Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera. Nel suo intervento inaugurale il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Sono onorato di aver aperto oggi un nuovo anno accademico che formerà oltre duecento funzionari della Polizia di Stato. La sicurezza è una domanda concreta dei cittadini cui si risponde anche con la formazione. Il tema di oggi e cioè il bilanciamento tra privacy e diritto all’informazione é un tema dibattuto da tempo e di non facile soluzione. Ma ritengo che tutto si giochi sul sottile equilibrio tra il rispetto della legge e l’importanza di conoscere i fatti da parte dell’opinione pubblica. E per questo è importante preparare professionisti in grado di svolgere un compito di grande delicatezza con misura e responsabilità. La professionalità degli operatori è la prima garanzia per i cittadini”.
Il Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani, ha sottolineato che “la percezione della sicurezza dei cittadini, il diritto alla privacy, la presunzione di innocenza e il diritto all’informazione sono temi di estrema delicatezza, difficili da contemperare e che i nostri giovani colleghi saranno chiamati ad affrontare sin dall’inizio della loro attività operativa. Le riforme normative introdotte negli ultimi anni hanno attribuito ai Procuratori della Repubblica la competenza nella gestione dell’informazione limitando la diffusione delle notizie a due sole ipotesi: le esigenze investigative e la sussistenza di un rilevante interesse pubblico. Tale ha assetto ha determinato interpretazioni differenti e prassi non uniformi sul territorio nazionale, sulle quali è necessario avviare una riflessione approfondita. E’ una modifica normativa maturata parallelamente a una progressiva perdita della cultura della giurisdizione e del processo e contemporaneamente alla deformazione del valore difensivo dell’informazione di garanzia. Concludendo il suo intervento il Prefetto Pisani si è interrogato, coinvolgendo i relatori, su quanto pubblicare anche un semplice arresto possa incidere non solo sulla sicurezza reale ma anche sulla sicurezza percepita, specie in determinati contesti locali dove un fenomeno criminale determina particolare allarme sociale”.
-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
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