Max Allegri c’è. Chiamatelo pure inventore del Corto Muso – e anche dotato di fortuna in una delle sue colorite accezioni – ma intanto il suo Milan è secondo in classifica e fa sognare ai casciavit l’ennesima sfida coi bauscia nerazzurri per lo scudetto ultra stellare. La critica ha giustamente scoperto Chivu e la sua instancabile e serena Inter passata anche sabato con un golletto a Udine; ma inspiegabilmente avversa Allegri che si è presentato a San Siro promettendo un posto in Champions – come desiderano i padroni esotici – ma cercando uno scudetto bis. Ha faticato con il Lecce – un condensato di generosità, di rabbia, di onesto calcio e di sfiga – ma alla fine due giocatori alfieri del passato e del futuro gli hanno dato la vittoria al 76′: assist di Saelemaekers – il fedelissimo di Pioli felicemente sopravvissuto a una valanga di errori – gol di Fullkrug, 1.90×90 kg, attaccante di peso, nazionale tedesco, quel che ci voleva al tempo giusto. Inter e Milan insieme contro il Napoli. Ci sarà da divertirsi.
C’era anche Bologna-Fiorentina, c’era il ricordo di Rocco Commisso, c’era Vincenzo Italiano con il cuore infranto: lui, come un figlio di Rocco, stavolta ha perso con la divisa del Bologna, ma è come se avesse dedicato tre punti alla pericolante Fiorentina ch’è salita di un gradino sulla scala rossa della paura verso la salvezza. Un dovuto omaggio a un presidente generoso e deluso. Ricordo un giorno così, mille anni fa, con Bulgarelli a porgere una mano a De Sisti. Bologna-Fiorentina si chiamava Derby dell’Appennino. Si fa per dire. Un derby quasi fraterno. Ultras viola sono protagonisti di una rissa sull’autostrada verso Bologna. Ma con tifosi della Roma in viaggio verso Torino. Dementi a piede libero.
Con Torino-Roma c’erano i giallorossi decisi a farsi restituire la vittoria arraffata dai granata pochi giorni prima in Coppa Italia. Ci sono riusciti. Una curiosità, questi Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo che Spielberg avrebbe ribattezzato “fra deluse permanenti”. C’era il surgelato Gasperini pronto a sciogliersi dopo la disiata vittoria, ma c’era soprattutto Paulo Dybala a farlo felice e a portare la Roma solitaria al quarto posto prima con un assist prezioso al neogiallorosso Malen, poi con un gol bello come il suo sorriso. Dopo 84 giorni, che Joya.
A Cagliari non c’era la Juventus.
(Un’altra notizia: Igli Tare ha fatto capire che Camarda rientra al Milan. E’ infortunato, ne avrà per mesi, nulla può fare per il Lecce inguaiato. Il futuro è ancora suo).
Allegri c’è, l’omaggio a Commisso, Dybala che Joya
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