ROMA (ITALPRESS) – È a dir poco un’impresa riassumere in poche righe i primi 90 anni di vita e di carriera di Woody Allen. Il regista (ma anche attore, sceneggiatore, comico e musicista) li compie il 1° dicembre (è nato nella tanto amata New York nel 1935 in una famiglia ebraica) e, per fargli gli auguri, proviamo a ripercorrere le principali tappe del suo percorso umano e professionale da quando, a 16 anni, decide di abbandonare il suo nome di battesimo, Allan Stewart Konigsberg per chiamarsi semplicemente Woody Allen e cominciare a guadagnare i primi soldi vendendo le sue gag dalle battute fulminanti ai comici tv.
A quel tempo l’amore per il cinema era già una realtà se è vero, come ha raccontato, di essersene innamorato quando, a soli 3 anni, la madre lo ha portato a vedere “Biancaneve e i sette nani”. Tanti gli interessi nell’adolescenza dal basket al baseball, dal cinema alla musica jazz (è un abile suonatore di clarinetto). Nel 1954 l’arrivo in tv, alla ABC di cui diventa l’autore di punta. Due anni dopo, già passato alla NBC, sposa Harlene Rosen (dalla quale divorzierà 6 anni dopo). Nel 1958 inizia la carriera come cabarettista, riscuotendo un grande successo. Parallelamente entra per la prima volta nello studio di uno psicoanalista che frequenterà per trent’anni. Non a caso la psicoanalisi è uno dei temi ricorrenti nei suoi film. Nel 1966 si sposa di nuovo, stavolta con l’attrice e comica Louise Lasser da cui divorzia tre anni dopo. Nello stesso anno realizza il suo primo lungometraggio, “Che fai, rubi?”.
Nel 1969 incontra Diane Keaton con cui nasce un lungo sodalizio professionale e sentimentale. Lei è la protagonista di tanti suoi film, tra cui “Provaci ancora, Sam”, “Io e Annie” (film che vince quattro Oscar e un Golden Globe), “Manhattan”, “Radio Days” e “Misterioso omicidio a Manhattan”, e lui non ha esitato a definirla il grande amore della sua vita. Al cinema, dove si è sempre contraddistinto per il suo stile raffinato e cerebrale, era arrivato nel 1969 con “Prendi i soldi e scappa” e tra i titoli degli anni Settanta, oltre a quelli già citati, ci sono anche “Stardust Memories” ispirato a Federico Fellini, e “Zelig”. Nel 1980 Allen inizia una lunga relazione con Mia Farrow che, come già accaduto alle precedenti compagne, diventa la protagonista dei suoi film come, ad esempio, “Una commedia sexy in una notte di mezza estate”, “Zelig”, “Broadway Danny Rose”, “La rosa purpurea del Cairo” (Oscar per la migliore sceneggiatura) “Hannah e le sue sorelle”, “Crimini e misfatti”, “Mariti e mogli”. Gli strascichi di questo rapporto sono finiti nelle cronache giudiziarie a causa della lunga battaglia legale per la custodia dei figli adottivi Dylan (che in seguito ha accusato il regista di molestie sessuali) e Moses e di quello biologico Satchel. Con l’altra figlia adottiva della Farrow (e di André Previn), la coreana Soon-Yi, Allen ha iniziato una relazione quando stava ancora con la madre e si è poi sposato a Venezia (nel 1997), città che il regista ama molto.
Con lei, Allen ha adottato due figlie. Tra gli altri film realizzati negli anni successivi, troviamo “Pallottole su Broadway”, “La dea dell’amore” (Oscar alla protagonista Mira Sorvino), “Tutti dicono I Love You”, “Harry a pezzi”, “Accordi e disaccordi”, “Criminali da strapazzo”, “La maledizione dello scorpione di giada”, “Hollywood Ending”, “Match Point”, “Scoop”, “Sogni e delitti”, “Vicky Cristina Barcelona” (Oscar a Penélope Cruz), “Midnight in Paris” (con cui conquista un Oscar e un Golden Globe), “To Rome with Love”, “Blue Jasmine” (con l’ennesima candidatura all’Oscar), “Un giorno di pioggia a New York” e “Un colpo di fortuna – Coup de chance”, il suo cinquantesimo film.
Oltre ai quattro Oscar e ai tre Golden Globe, Allen ha ricevuto molti altri riconoscimenti tra cui il Leone d’Oro alla carriera (nel 1995) al Festival del Cinema di Venezia. Curiosamente, il regista non guarda i suoi film dopo l’uscita nelle sale per paura di scoprire che avrebbe potuto fare di meglio. Nelle sue pellicole ci sono sempre riferimenti all’umorismo ebraico, alla filosofia, alla religione, oltre alla già citata psicoanalisi.
– Foto IPA Agency –
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