
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia eguaglia Seul 1988. Cinquantotto medaglie come in Corea del Sud, l’edizione più ricca per la delegazione azzurra, escludendo l’edizione di Roma 1960 (82 podi) in cui i numeri del movimento internazionale erano nettamente inferiori. Le dieci perle odierne arrivano da paraciclismo (1), nuoto (6), tiro con l’arco (1), atletica (2).
La medaglia che brilla più di tutte di questo venerdì 2 settembre è l’oro conquistato nel team relay di handbike al Fuji Speedway dagli azzurri Luca Mazzone, Paolo Cecchetto, Diego Colombari (foto Bizzi/CIP), che hanno trionfato nel segno di Alex Zanardi, al quale hanno dedicato il trionfo nella gara di squadra in cui cinque anni fa era stato protagonista anche l’asso bolognese. Si è trattata della settima medaglia per il paraciclismo nei primi tre giorni di gara al Fuji Speedway, la prima del metallo più prezioso a cui si aggiungono cinque argenti (due per Luca Mazzone, uno per Fabrizio Cornegliani, uno per Francesca Porcellato e uno per Giorgio Farroni) e un bronzo (griffato Katia Aere). “È per te Alex”, hanno esclamato in coro i tre azzurri e tutti i presenti, compresi gli atleti di altre nazioni, si sono uniti ai cori per il mito Zanardi, celebrato anche dalle parole del presidente Luca Pancalli: “In una giornata dalle mille e una emozioni, merita una menzione particolare l’oro nel segno di Alex e dedicato ad Alex, a più riprese da tutta la squadra. Credo che questa sia la cosa più bella che possa venire dal mondo dello sport e dalla famiglia paralimpica, che sin dall’inizio ha ricordato che Alex, nonostante stia gareggiando in una competizione ben più importante e difficile. Molti dei ragazzi del ciclismo, come loro stessi hanno dichiarato, sono stati ispirati da Alex e nel segno di Ale”.
Nell’atletica, seconda medaglia a questi Giochi per Oney Tapia: dopo il bronzo nel peso, l’atleta italo-cubano ottiene il terzo posto anche nel disco di categoria F11. Molto disturbato dal maltempo, Tapia lancia 39.52, misura che lo pone sul terzo gradino del podio dietro al vincitore della gara, il brasiliano da Silva (43.16), e all’iraniano Olad, secondo con 40.60. In serata è arrivata la seconda medaglia per l’atletica, grazie all’argento nel salto in lungo di Martina Caironi. La bergamasca ottiene la misura di 5.14, al termine di una gara vinta dall’australiana Vanessa Low (5.28). Bronzo per la svizzera Elena Kratter (5.01). Al suo esordio alle Paralimpiadi la reggina Enza Petrilli, classe ’90 (ha compiuto gli anni lo scorso 28 agosto) si è giocata la finalissima dell’Individuale ricurvo contro l’iraniana Zahra Nemati che si è conclusa allo spareggio dopo un incredibile recupero dell’azzurra. Il match finisce 6-5 (10-9) e vale il terzo oro consecutivo per Nemati, che conquista un risultato storico, mai raggiunto prima dopo l’oro di Londra 2012 vinto in finale con Elisabetta Mijno e quello di Rio 2016. Per Enza Petrilli si tratta invece di un successo inimmaginabile se consideriamo che quella di Tokyo era solamente la sua seconda gara internazionale. “È un argento che brilla più di un oro, assolutamente inaspettato – ha detto l’azzurra subito dopo la freccia di spareggio -. È la mia seconda gara internazionale e per questi me la godo ancora di più. Una gioia indescrivibile, devo ancora metabolizzare perché è un’emozione troppo forte. Anche quando ero sotto 5-1, quando la mia avversaria ha commesso degli errori ci ho provato e ci ho creduto fino alla fine. Quando ero alla freccia di spareggio mi sono detta vada come vada, io ho già vinto”. Ancora una cascata di podi azzurri, ben sei, tra le corsie dell’Aquatics Centre. Nei 400 stile libero S6, Antonio Fantin conquista il primo argento di giornata, nuotando in 4:55.70, chiudendo alle spalle del brasiliano Glock (4:54.52). Il secondo argento arriva con Simone Barlaam nei 100 farfalla S9. Il milanese ferma il tempo sul 59.43, secondo alle spalle dell’australiano Martin, che con 57.19 stabilisce il nuovo record mondiale. Ancora una medaglia, la quinta, per Stefano Raimondi, secondo nei 100 dorso S10. Il veronese nuota in 59.36, terminando la sua gara alle spalle dell’ucraino Krypak (57.19) e davanti al francese Marais (1:01.30). E’ argento anche per Arjola Trimi nei 50 stile libero S4: 40.32 il tempo della lombarda, che si piazza alle spalle dell’australiana Watson (39.36) e davanti alla spagnola Fernandez Infante (40.85). Vale la medaglia di bronzo il tempo di 1:14.87 fatto registrare da Francesco Bettella nei 50 dorso S1. Oro all’israeliano Shalabi (1:11.79), argento all’ucraino Kol (1:13.78). Nei 50 stile libero S4, bronzo per Luigi Beggiato (terza medaglia a Tokyo) con 38.12. L’oro è andato all’israeliano Dadaon (37.21), l’argento al giapponese Suzuki (37.70).
(ITALPRESS).